Vita contadina antica: agricoltura

In Campagna

Immagine: http://www.sothebys.com/it/auctions/ecatalogue/lot.116.html/2011/old-master-paintings-19th-century-paint-mi0314

Dopo i primi due articoli introduttivi alla vita contadina di una volta (parte prima e parte seconda), qui ci addentriamo negli utensili, gli attrezzi e i macchinari agricoli.

Prima dell’avvento e l’affermazione del trattore, rispetto all’uso di buoi e cavalli, tutti questi attrezzi erano trainati da animali. Aratri per lavorare la terra prima della semina, sarchiatrici per tranciare o rovesciare le radici delle infestanti, erpici per sminuzzare le zolle dopo l’aratura, spianare e pulire. L’aeratore a strascico era un vecchio sostituto dell’erpice. L’estirpatore, dopo aratro e rullo, interveniva per ripulire la terra da residui erbacei.

Il frumento

Nella prima foto una seminatrice meccanica che con un rullo interno distribuiva i semi che cadevano nei tubi posteriori, dove i ranghi finivano con l’interrarli.
La mietitrice è veramente un marchingegno straordinario (un po’ steampunk): piegava il frumento, lo tagliava, lo passava ad un nastro trasportatore che lo portava in alto per farlo cadere sul retro dove veniva raggruppato e legato in fasci, lasciati scivolare giù sul campo e successivamente raccolti dai lavoratori.
Il carrozzone finale è una trebbiatrice, anch’essa instancabile come la mietitrice: staccava le spighe dagli steli, toglieva la pula dai grani di frumento e li smistava in due uscite diverse.

Ecco una carrellata di altri strumenti.

La trapiantatrice manuale ancora si trova in commercio in versioni leggermente diversa. Poi la mola per arrotare le lame; la falciatrice spesso sabotata da salariati preoccupati che questa macchina gli avrebbe tolto il lavoro, con chiodi di ferro piantati nascosti nell’erba da sfalciare.
Un grande rastrello meccanico per ripulire i terreni o ammucchiare fieno, tutto sempre trainato da animali. Il cavallo sostituì i buoi per la sua velocità circa doppia nell’operare. Quando il fienile era pieno e c’era un surplus, l’imballatrice faceva balle di fieno per la vendita, trasportabili e legate con fil di ferro.

Gli animali avevano stalle curate meglio degli alloggi dei salariati.
La seconda foto è uno stampo per burro, fatto dalle donne in casa shakerando il latte fresco (che non era diluito come quello che si compra al supermercato) fresco…ma veramente fresco. Nella terza foto alcuni strumenti per la lavorazione del formaggio: noi compriamo il formaggio da allevatori o in negozio, ma non ci vuole tanto a farselo in casa. Se avete accesso a del buon latte, con i fornelli, un termometro e del caglio, detto fatto! Il vostro formaggio tutto personale fatto in casa è pronto; direi anche più facile del pane. Ha tantissime interessanti variabili: latte (tipo, animale, mix di animali, stagione), caglio, temperatura, tempo di cagliata, taglio del formaggio, stagionatura, ecc.

Un bel carrettino ribaltabile e per chiudere l’avvento del trattore. Qualche dato relavito alla provincia di Brescia:

  • 1929: 33 trattori;
  • 1938: 980 trattori;
  • 1952: 2316 trattori;
  • 1957: 5425 trattori;
  • X-XI secolo un bue arava in un giorno 0,4 ettari;
  • fine XVIII secolo un cavallo arava in un giorno circa 1 ettaro;
  • Un trattore arava in un giorno 5 ettari (ovvero 5 cavalli o 10 buoi);
  • Il numero di trattori superò quello dei cavalli solo dopo il 1950;
  • Oggi in 12 ore se ne arano 90!

Finisce qui questo assaggio di agricoltura e vita contadina.
Se vi siete persi gli articoli precedenti ecco i link:
1: Un salto nella vita contadina del passato
2: Continua il viaggio nella vita contadina passata

Le foto sono tratte dal libro La memoria delle Cose. Il lavoro e i giorni dei contadini della pianura bresciana.

Se apprezzi quello che scrivo e vuoi che continui così, metti mi piace alla pagina ^^


Condividi questo articolo citando la fonte, senza alterarne il contenuto e senza scopo commerciale: questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale

Submit a comment