L’uomo libero – Rudolf Steiner. Capire chi è per diventarlo

In Filosofia

Immagine: http://www.lido-palace.it/en/events/mart-in-rovereto/rudolf-steiner-lalchimia-del-quotidiano/

Estraggo una parte di testo sull’uomo libero, opera di Rudolf Steiner.

La differenza fra me e il mio simile non consiste affatto nella circostanza che noi viviamo in due mondi spirituali del tutto diversi, ma che egli riceve intuizioni diverse dalle mie da un comune mondo di idee.

Egli vuole esprimere le sue intuizioni, e io le mie. Se veramente attingiamo entrambi dall’idea e non seguiamo alcun impulso esterno (fisico e spirituale), possiamo incontrarci unicamente negli stessi sforzi, nelle stesse intuizioni.

Un malinteso morale o un urto sono esclusi fra uomini moralmente liberi. Solo chi non è moralmente libero, chi segue l’istinto naturale o ha accettato l’obbligo di un comandamento, respinge il suo prossimo se anch’esso non segue lo stesso istinto o lo stesso comandamento.

Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi.

L’uomo libero vive nella fiducia di appartenere come l’altro uomo libero a un unico mondo spirituale ed incontrarsi con lui nelle sue intenzioni. L’uomo libero non pretende dal suo simile un accordo, ma se lo attende perchè esso è nella natura umana.

Ma esiste questo uomo libero?

Molti ora diranno che il concetto dell’uomo libero qui abbozzato è una chimera, non si realizza in nessun posto, che noi abbiamo a che fare con uomini reali per i quali si può sperare in una moralità solo se essi ubbidiscono a precetti morali, se concepiscono come un obbligo la loro missione morale, e non seguono liberamente le loro inclinazioni e il loro amore. Non dubito affatto che sia così. Solo un cieco lo potrebbe. Ma se questa fosse l’opinione ultima eliminiamo ogni ipocrisia morale. Si dica semplicemente che la natura umana deve venir obbligata alle sue azioni fino a che non è libera. In una certa prospettiva è poi del tutto indifferente se la non-libertà costringe mediante mezzi fisici o mediante leggi morali, se l’uomo non è libero perché segue senza freno il suo istinto sessuale, oppure perché è inviluppato nei legami della moralità convenzionale.

Non si affermi però che un tale uomo possa con diritto dire sua un’azione, se vi è portato da una forza esterna. In mezzo a quest’ordine forzato si elevano però gli uomini, gli spiriti liberi, che ritrovano se stessi nel caos di costume, obbligo legale, pratica religiosa e così via. Essi sono liberi per quanto seguono se stessi, non liberi per quanto si sottomettono. Chi di noi può dire di essere davvero libero in tutte le sue azioni? Ma in ognuno di noi dimora una più profonda entità nella quale si esprime l’uomo libero.

Rudolf Steiner

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