Una promessa è una promessa

In Solidòr, Viaggio Wwoof

Una promessa è una promessa: nel precedente articolo diario dei lavori di un wwoofer ho scritto che vi avrei aggiornato sulla semina di vecchi semi. Mantengo la promessa e approfitto per aggiornarvi anche sull’andamento dell’orto.

Dalle aiuole in cui abbiamo seminato semi vecchi non è uscito assolutamente niente di quello che avevamo seminato. Son venute fuori in compenso due deliziose erbe spontanee: farinello e portulaca. Anche chiamate malerbe, vengono solitamente tolte e ritenute un qualcosa di non desiderabile. Invece noi le abbiamo tenute e ce lo siamo anche mangiate.

Il farinello si cucina come gli spinaci e secondo me è più gustoso. Noi lo abbiamo fatto così: padella, olio, aglio, 7-8 minuti e via 😉

La prima volta l’ho mangiato alla fattoria biodinamica, cucinato da Annapia…delizioso!

La portulaca la si aggiunge all’insalata. Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere.

Per quanto riguarda le altre semine, ci sono stati due giorni di forte abbassamento della temperatura che hanno bloccato la crescita delle melanzane. I peperoni sembrano andare abbastanza bene. I pomodori alla perfezione. Le lattughe le stiamo mangiando da qualche giorno. I piselli si gonfiano bene. Il basilico va avanti senza problemi. Idem cipolle e aglio. Le biete di cui si aspettano i semi, vengono private delle radici a causa di un goloso topo che ogni giorno ne fa fuori una.
Alcune angurie sono morte. Le zucche vengono su alla grande, andranno presto trapiantate. Di rucola ne abbiamo decisamente seminata troppa!

I contadini di una volta seguivano un calendario di fasi lunari. E la semina nei 2-4 giorni precedenti al plenilunio è stata anche dimostrato riceverne beneficio.
Anche in biodinamica c’è chi si affida al calendario lunare (di solito della Thun. Ma non è un calendario di sole fasi. E’ più complesso. Non ne parlerò ora.). Ovviamente non basta la luna! Il Sole ha un ruolo ben più preponderante e alcuni sembrano dimenticarlo, poi il terreno, le condizioni atmosferiche, ecc. Bisogna reimparare ad essere buoni coltivatori. Quando Steiner tenne la conferenza a Koberwitz, il suo pubblico era composto proprio da agricoltori.

Invece girando mi è capitato di incontrare steineriani lungi dall’essere agricoltori. Come possono quindi definirsi biodinamici? Di fatto, si possono seguire alla lettera le indicazioni che si trovano nei libri, ma il valore aggiunto lo deve fare la capacità e l’esperienza sul campo della persona, se no non si sarà mai dei biodinamici. E questo Steiner lo dice. E anzi, non si sarà nemmeno dei coltivatori.

In effetti, per il trapianto di alcune piante qui, non sono state fatte le corrette valutazioni e certi fallimenti potevano essere evitati.

Saltando di palo in frasca, nelle ultime settimane stanno venendo fuori i primi frutti. Le ciliegie ne stiamo mangiando a iosa. Ieri la prima albicocca caduta matura dall’albero…dolcissima 🙂

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