Studio e riflessioni. Dichiarazione universale dei diritti umani

In Persone

Immagine: http://arabpress.eu/clone/algeria-pollice-verso-per-i-diritti-umani/4426/

Due cose trovo assurde, ma al tempo stesso facilmente comprensibili, nel vedere questa Dichiarazione Universale dei diritti umani (DUDU): il fatto che questi diritti debbano essere messi nero su bianco, e che siano passati quasi 70 anni dalla sua stesura.

1) E’ stata scritta nel 1948. Poco dopo un mondo che ha visto gli uomini gli uni contro gli altri compiere innumerevoli atrocità. Conteggio vittime totale: 71.090.060 (Wikipedia vittime seconda guerra mondiale).
Quindi: sì, i diritti umani dovevano essere messi nero su bianco (e oggi, è ancora necessario che lo siano).
2) 70 anni fa questa carta rappresentava un obiettivo, un comune intento, uno scopo collettivo. Lo è ancora, perchè è ancora in cerca della sua massima espressione.

Dal preambolo

Il riconoscimento della dignità dei membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.
Gli Stati membri si sono impegnati a perseguire il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

L’Assemblea Generale proclama questa Dichiarazione, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, si sforzi di promuovere il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, il riconoscimento e rispetto.

“Famiglia umana, famiglia umana, famiglia umana!”

I greci

Quando, parlando delle condizioni attuali del popolo greco, c’è chi risponde: “ma loro sono entrati nella zona Euro falsando i conti“, si sta creando un divario fra esseri umani, si stanno dimenticando i diritti umani, si sta mettendo la finanza sopra alla vita, si dimentica che il rappresentante di un popolo non è il popolo stesso e non ne rappresenta la totalità, si è pronti ad accettare in simile contesto la stessa condizione, ecc.
Quella risposta non è accettabile e l’incoscienza di chi la formula è la rovina sua e dei suoi figli.

Principi, significati e concetti variano con le generazioni: il lavoro ha un significato per mio nonno, un altro significato per mio padre e un altro significato ancora per me. Ma comunque, data la convivenza contemporanea di vari significati dello stesso, la mutazione di fatto richiede del tempo, e tante situazioni nodose o si sbloccano o si rompono.

Nel giro di pochi decenni sono cambiate tantissime cose sul fronte evoluzione dell’uomo (nel pensare, nel sentire e nell’agire), ma l’apparato amministrativo/burocratico della società non è al passo con i tempi. E’ ancora un rigido e rugginoso ingranaggio grossolano che perpetua abitudini, schemi e modelli da aggiornare alla svelta.
Non si è dovutamente ispirato e non ha perseguito a fondo gli obiettivi di questa Dichiarazione, così come di tanti altri trattati recepiti ormai da tempo nell’ordinamento italiano.

I rom

Nei loro confronti ho sentito dire:

“Ci vorrebbe il fuoco!”
“Hanno più attenzioni dei cittadini italiani!”
“Hanno corsia preferenziale nelle scuole e addirittura in ospedale!”
“La roba che hanno gliela paghiamo noi!”

ecc.

Prima di polemizzare…vi siete chiesti perchè questo avviene? Se non fosse lecito garantire loro un trattamento dedicato, gli sarebbe riservato il vostro stesso trattamento. Se questo avviene, da qualche parte deve essere scritto che l’Italia deve attuare tale trattamento (trattamento per altro discutibile. Chi di voi vorrebbe essere ghettizzato in un campo e vivere in strutture ben lontane dal poter essere definite case?).

Articolo 10 della Costituzione della Repubblica Italiana: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero e’ regolata dalla legge in conformita’ delle norme e dei trattati internazionali.”

Ci siete? Ci sono tante belle carte, trattati, convenzioni internazionali in merito! E la Dichiarazione Universale dei diritti umani ne è una. Pare sia meglio prendere in mano i trattati internazionali per la propria tutela, che le carte dell’ordinamento giuridico italiano! O forse, meglio non essere cittadini italiani…mmm
L’ordinamento giuridico italiano contiene più di 330.000 norme. Se l’ignoranza della legge fosse reato, tutti, dal Presidente della Repubblica ad ogni autorità, ad ogni singolo cittadino, saremmo colpevoli di tale reato 🙂
Non è che manchino norme a tutela dell’uomo, ma presumibilmente non sono così frequentemente usate, non rientrano nella casistica “quotidiana”.

E poi, è molto più facile ricordare 30 articoli del DUDU o 54 articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea o i 31 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e cultura...che 330.000 scritti!
Ma a noi piace trovare le eccezioni, mettere le virgole, infilare dentro ciò che non c’è, creare postille!

E’ ora di darci un taglio con queste cazzate e ricordare chi siamo.

Il problema non è il trattamento riservato ai rom (lo è anche questo, nel senso che dovrebbe avere uno standard qualitativo ben più alto di quello attuale). Il problema è quello riservato ai cittadini italiani!

PS

E’ molto importante che ci sia una comprensione e pian piano un portare tutto questo nella consuetudine, perchè è la base per costruire un futuro che ora riusciamo solo ad immaginare e finiamo per chiamarlo utopia, ma non lo è affatto!

I diritti ivi contenuti aprono alla vita, e quindi, alla libertà, alla Terra, alla terra, alla natura, alla proprietà, al domicilio, alla famiglia, alla collaborazione, all’espressione, al lavoro, alla salute, al benessere, ecc.

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