Servire i clienti. Turismo in campagna

In Campagna

Immagine: http://www.agriturismolafonte.it/

In questo nuovo articolo delle sfide in campagna parlo di strutture ricettive per turismo in campagna: gli agriturismi. L’agriturismo è stato introdotto in Italia negli anni 70. Era un momento duro per l’agricoltura e questa forma di ospitalità in casa del contadino, alloggiando e mangiando i prodotti della sua terra, serviva per dare un po’ di respiro alla categoria, per rimetterla in moto, consentire nuove entrate e nuovi investimenti, aiutati anche da un regime fiscale alleggerito.

La moda dell’agriturismo è un qualcosa di più recente e segue anche da una distorsione dell’originale significato dello stesso. Sarebbe difficile oggi definire con esattezza le caratteristiche, i servizi e la qualità che un agriturismo dovrebbe avere come minimo.
Il servizio può anche essere competitivo con un albergo cinque stelle, ma qui bisognerebbe cominciare a porsi dei quesiti.

Per avere un agriturismo bisogna essere imprenditori agricoli prima di tutto. E’ questa la prima condizione. L’agriturismo viene dopo l’essere produttori di qualcosa con il lavoro della terra.

“Inizialmente concepito come una forma di accoglienza molto semplice, organizzata dagli agricoltori allestendo sommariamente alloggi in edifici aziendali resi disponibili dal rapido ridimensionamento degli occupati in agricoltura, l’agriturismo si è via via evoluto offrendo comfort e servizi adeguati alle esigenze del turismo moderno, pur coerenti con la connessione all’attività agricola prevista dalla legge.”

Wikipedia

Viaggiando ci è stato detto che: condizione è che gli introiti dell’agriturismo non superino quelli della produzione agricola. Mi sembra una cosa ragionevole, rimane coerente con le ragioni della nascita dell’agriturismo e sgrava fiscalmente chi davvero ne ha bisogno.
Eppure sembra che stiano nascendo sempre più agriturismi meno agresti. Alcuni vi daranno a tavola prodotti esterni spacciandoli per propri. Se conosceste la stagionalità di frutta e verdura ve ne accorgereste. O comunque, fatevi un giro dell’azienda, dei terreni, chiedete di dare un’occhiata all’orto.

Il consumatore non aiuta. Venendo dalla città non ha un’esatta idea di cosa sia un agriturismo puro. E’ probabile invece che faccia tante esperienze in posti che sarebbe meglio chiamare alberghi in campagna che agriturismi, perchè di AGRI hanno solo il prefisso.
Questi imprenditori approfittano dei regimi fiscali agevolati e fanno un lavoro che è lontano da quello della terra. A quanto riferito i controlli languono, tutto sommato fanno comunque circolare moneta nei comuni e nelle regioni, e in effetti molti di loro sentono la crisi come tutti gli altri, e come tanti provano ogni via per tirare avanti.

Questo però distorce la visione del consumatore finale e rende difficile la vita agli agriturismi genuini.

Il consumatore non porta con sè solo una visione falsata, ma negli ultimi anni, sta cambiando atteggiamento. La gente sta cambiando. Prima erano più carini, facevano complimenti, apprezzavano manifestando emozioni umanamente. Oggi si vede un certo distacco, un solo voler essere lì per sfruttare il servizio che si è pagato. Prevale un atteggiamento di presunzione, di ciò che ci si aspetta. E non si sa che è proprio nel parlare con il contadino, nel voler conoscere la sua storia, vederlo lavorare, provare a condividere momenti vicino a lui, c’è il valore aggiunto di questa forma di turismo. E’ come se il vivere l’esperienza sia divenuto pari al mangiare in un fast food.

Come sarebbe il vostro agriturismo?

Se voi foste i proprietari dell’agriturismo, come fosse casa vostra lo tirereste su mettendoci una parte di voi. Nel servizio e nella scelta del target, si deve sposare l’offerta sincera e la domanda spontanea relativa. Non c’è il modo giusto di fare qualcosa. In ogni cosa mettete voi stessi e questo attrarrà quelle persone che risuonano con voi, disposte a nutrirsi di quell’ospitalità e quell’accoglienza che sentono più vicina.
Voi scegliete la relazione che volete instaurare in base a quello che offrite.

Avere uno stile comune, sterilizzare il vostro regno o omologarlo a una qualche forma suggerita di successo, vi svuoterà. Renderà noioso e faticoso operare nei momenti difficili, e vi farà sentire semplici speculatori nei momenti di vacche grasse. Firmando le vostre opere con la vostra anima e il vostro sangue, combatterete senza arrendervi nei momenti difficili e porterete a casa le più grandi soddisfazioni della vostra vita quando le cose andranno bene.

Da clienti a ospiti

In passato eravate ospiti, ora sempre più clienti o consumatori. Basta. Da oggi, quando sarete ospiti di contadini, pensate a tutto questo. Siate anche voi accoglienti nei loro confronti e cercate di entrare un po’ nella loro vita. Godete del pacchetto più ampio (anche se non è scritto esplicitamente nell’offerta), sia che vada bene sia che non vi piaccia, non vi fermate all’idea dell’andare a dormire e mangiare fuori.

Il commercio ci vuole produttori e consumatori, e per troppo tempo gli abbiamo dato ascolto. Non siamo produttori e consumatori: siamo prima di tutto uomini! E il commercio, è come lo facciamo noi.

Continua…

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