Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno

In Informazione

In questi anni ho scritto tra le righe pensieri e riflessioni in merito alla situazione europea, alla crisi finanziaria, all’attuale ordine mondiale.

Bisognava vivere una crisi perchè ci si rendesse conto di che sistema si stava alimentando. Come tutti i problemi e le difficoltà, questo periodo (che sarà lungo e farà soffrire ancora molti) ha il rovescio della medaglia e mette ognuno di fronte a sè, costringendo a rivedere le priorità.

Da “Ritorno dei giovani alla campagna“, 20/08/2014

Rintronati da un’informazione malformata circolante, si è perso di vista il vero potenziale del denaro e della sovranità monetaria di una nazione, di un popolo.

Ogni nazione o organizzazione di nazioni può generarne senza debito in base alle esigenze dei cittadini che aderiscono a tali organizzazioni. La situazione che stiamo osservando intorno a noi di crisi finanziaria sarebbe assolutamente non necessaria.

Da “Viaggiare wwoof“, 15/09/2014

Eppure la crisi si è resa indispensabile e necessaria, così da mostrare scenari e strade nuove.

Ha finito per far luce su questioni come: sovranità monetaria, creazione del denaro, euro-moneta a debito logorante, diritti fondamentali, ecc.

Da “Mollare tutto e partire davvero“, 7/08/2015

Scenari inquietanti indubbiamente.

530.000 aziende fallite in 5 anni in Italia! Prima di questo decennio: avevi 100, con la crisi ti hanno tolto 60 e ora il TG dice che si sale dello 0,3 e stiamo uscendo dalla crisi! Si riparte alla grande! Ragazzi, mani al portafoglio vuoto che è il momento di investire.

Da “Cambiare vita: le sfide in campagna“, 27/06/2015

Ci si sente davvero presi per i fondelli. Ci si guarda allo specchio incerti sui passi da compiere, perchè ogni mattonella è crepata e instabile.

Una ragazza voleva cambiare vita. Veniva già da esperienze wwoof, ma desiderava avviare qualcosa per sè, quindi non più limitato ad alcuni mesi dell’anno. Vi posso dire che quando l’esistenza si fa più vicina alla madre terra, alle sole esigenze primarie, cambia la nostra scala di valori, cambiano le priorità. Si vede il mondo con un occhio nuovo, lo si vive e ci si rapporta con gli altri diversamente.

Da “Liberi di essere umani“, 25/07/2015

C’è chi parla di coscienza nuova, di un fermento. Ed è vero, si sente. Ancora stenta, così come i giovani in agricoltura non rappresentano ancora una percentuale che possa fare in qualche modo la differenza. Si spera che queste espressioni e volontà che si lanciano in una nuova impresa, che abbracciano una vita in sintonia con la natura, daranno uno scossone alla coscienza collettiva. Ma

Nessun uomo ragionevole si aspetta che dall’oggi al domani, questi esempi di coraggio, follia, o forse lungimiranza e buon senso, facciano saltare qualcosa. Tanto meno che domani ci rimbocchiamo tutti le maniche e, gambe in spalla, andiamo a ripopolare interi borghi abbandonati in giro per il bel paese.
Ne è un chiaro esempio la difficoltà nel mettere mano al portafogli per sostenere questi progetti, nonostante si spendano centinaia di euro al mese in prodotti biologici, fiori di Bach e lezioni di yoga e pilates (mentre si vive in una città in cui l’aria fa schifo e non si sa cosa ci si mette in bocca)…per non parlare del mercato hi-tech.

Da “Come salta il sistema economico“, 7/11/2015

Per fortuna non è la massa che cambia il mondo. La massa serve solo a mantenere lo status quo. E’ questo il suo ruolo. Dietro alla massa ci sono sempre pochi uomini decisi e coesi. Così come pochi uomini decisi e coesi permettono i cambiamenti, anche globali. E la massa, dopo essersi lamentata, si adegua al nuovo status quo.

Un uomo, tenace, che da almeno 15 anni, si dedica anima e corpo al Giornalismo, quello con la G maiuscola (forse l’unico vero giornalista italiano in vita), non ha mai smesso di informare usando tutti i canali a sua disposizione gli italiani, di ciò che l’Unione Europea e l’Euro sarebbero stati…e di cosa, di fatto, sono stati.

In questi giorni post-brexit, in Gran Bretagna un suo recente intervento televisivo è arrivato oltre la Manica ed è stato virale. Ecco un articolo inglese: “Italian journalist destroys anti-Brexit arguments and blasts ‘rubbish’ EU“. Tra gli inglesi, qualcuno che aveva votato per rimanere nell’Unione Europea si è ricreduto, dopo averlo sentito parlare ed aver approfondito.

Sto parlando di Paolo Barnard. Se penso agli ultimi 10 anni che ha vissuto, mi viene in mente Laocoonte. Vi carico un paio di brevi (a Barnard in tv hanno sempre concesso una manciata di secondi e niente più) video pre-brexit, e vi invito alla visione. Lasciate un attimo da parte i pregiudizi.

Paolo Barnard e il Brexit – La Gabbia 08 giugno 2016

Paolo Barnard e il Brexit La Gabbia 15 giugno 2016



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