Riflessioni sul sapone naturale fatto in casa

In Fatto in casa

Immagine: https://www.youtube.com/watch?v=pWK3UlYYLWU

Come promesso nel precedente articolo sul  sapone naturale fatto in casa, qui riporto alcune riflessioni su procedura e risultati.

Utensili

Per la realizzazione del sapone naturale servono pochi ingredienti e nessun utensile che non sia già presente in cucina o in casa; fa eccezione il frullatore ad immersione, ma diciamo che mediamente non l’ho mai visto mancare in una cucina.
Per lo stampo invece ho riciclato una vaschetta di gelato, ecco spiegato il perchè della forma trapezoidale nella foto (del precedente post). Il resto sono recipienti di materiale a scelta.

Il metodo a freddo è comodo: versi, mescoli e aspetti. Non serve accendere alcun fornello.

Sicurezza

Per quanto riguarda la sicurezza, nel video si consiglia di indossare mascherina e guanti. Non avendo la mascherina avevo preso un paio di occhiali da sole grandi. Comunque, se si mescola con la dovuta accortezza, non si generano schizzi. Per quanto riguarda i guanti, di fatto non sono mai venuto a contatto con la soluzione durante tutto il processo.
Quando si mescola la soda con l’acqua si sprigionano vapori caldi; non conosco i dettagli chimici e non so se questi vapori possano risultare lesivi per l’epidermide.

Aggiornamento (11/01/2016): ecco il link al prezioso commento di un amico lettore del blog, che, esperto in chimica, ci fornisce informazioni ed importanti suggerimenti, sia tecnici che di sicurezza.
I vostri commenti sono molto graditi, quando utili a completare, rinforzare o rettificare le mie asserzioni!

La scelta dell’olio

Prima di cimentarmi ho fatto varie ricerche e letture online. Ci sono in giro puristi della cosmesi e dei prodotti green-bio-super-eco. Alcuni consigliavano di usare olio extra vergine biologico o comunque di alta qualità.

Noi l’olio lo prendiamo da contadini fidati tramite amici. In tutta onestà, io con quell’olio ci condisco e ci cucino, è buonissimo e me lo mangio: non lo uso per farci il sapone.

Ragion per cui ho comprato un olio extra vergine di bassa lega da supermercato.
Dopo il processo di saponificazione e la stagionatura, e per la quantità usata nei lavaggi, stento notevolmente a credere che si percepisca una differenza con un olio vero.
Però, magari sbaglio, dunque: alla scienza il verdetto finale.

Stagionatura

Quasi ovunque il consiglio è di far stagionare il sapone almeno 30 giorni (più o meno).
Perchè deve stagionare? Dicono che: pulisce meglio, è più sicuro, si asciuga bene…
Eppure sono scuole di pensiero, perchè uno dice una cosa e smentisce l’altra. Dove sarà la verità?

Qualche giorno dopo aver fatto il sapone (quindi a stagionatura iniziata), ho fatto un giro in libreria per testi di architettura sostenibile, e il cervello, con la sua analisi subconscia, ha recepito gli scaffali dei libri sul sapone fai da te.

Sconsiglio in prima battuta l’acquisto di un libro sul sapone fai da te. Guardatevi il video che vi ho consigliato e provate quel metodo, se poi volete approfondire, guardatevi anche gli altri video…se poi volete studiare oltre la materia, passate ai libri.

Ho sfogliato un titolo tipo “fare il sapone for Dummies”. Ho aperto a caso sulla pagina dedicata alla stagionatura. Ci sono state ricerche scientifiche sull’argomento. Scrive che la stagionatura non è obbligatoria se il processo di saponificazione è giunto effettivamente al termine: processo, o gioco chimico, che dovrebbe terminare nel giro di un paio di giorni.
A memoria ora potrei non aver riportato i dati correttamente, ma spero che il concetto sia passato. Vi invito ad approfondimenti.

Allora ho fatto subito una prova, cominciando ad usare la prima saponetta realizzata dopo solo una settimana. Non ho riscontrato differenze con quelle stagionate a seguito dei 40 giorni di attesa. E le mie mani non hanno manifestato il minimo segno di sofferenza.

testando il sapone naturale fatto in casa

Ho usato la saponetta per:

  • lavarmi le mani;
  • farmi la doccia;
  • lavare una fascia di cotone per capelli.

Mani

Non fa schiuma, ma pulisce bene (le due cose non vanno di pari passo, ma è così nell’immaginario collettivo). Più veloce a pulire mani oliate di saponi commerciali. Lascia un odore che ricorda l’oliva, ma non si può dire che abbia una profumazione, anzi per niente.
Per coloro che vogliono aromatizzare il sapone, vi giro il canale di Benedetta su youtube, dove ci sono tutorial anche per questo.
Lascia le mani lisce e ben asciutte: io in particolare non ho mai sopportato quelle saponette che ti devono lasciare una specie di cremina addosso.

Una saponetta di cirda 70 grammi è durata una mesata con un uso quotidiano di 2 persone.

Non lasciatelo galleggiare nel porta-saponetta sul lavandino, che pian piano si ammolla…ma questo consiglio vale per qualsiasi saponetta.

Doccia

Lo sconsiglio in doccia, l’acqua calda lo ammorbidisce e alla lunga si spappolerebbe.

Cotone

Per la pulizia della fascia di stoffa va bene, ma funziona meglio la versione liquida, di cui parlerò prossimamente.

Se apprezzi quello che scrivo e vuoi che continui così, metti mi piace alla pagina ^^


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2 Comments

  1. anno scorso ho utilizzato il metodo a caldo ma ho avuto lo stesso problema legato alla troppa “morbidezza” della saponetta.
    Ne avevo fatto una bella scorta e le saponette utilizzate dopo alcuni mesi(5/6)non presentavano più il problema, le ultime che sto usando le tengo tranquillamente nella doccia e non si ammorbidiscono mai fino alla fine.

    • Grazie per la condivisione. Non c’è niente di meglio che il feedback dell’esperienza vissuta!

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