Pollaio nella casa a Collistanza. Gestione quotidiana e casa

In Collistanza

Una cosa che mi ha subito colpito qui a Collistanza è la cura e l’attenzione rivolta ai polli. Mi piace molto come è strutturato il pollaio. C’è una grande zona aperta, protetta contro l’incursione di possibili predatori, e un’area al coperto, per ripararsi, dormire, covare, ecc.
L’area aperta è divisa in due, in modo da poter isolare chioccia e pulcini quando sono giovani: le altre galline possono infastidirli o anche attaccarli.

Il pollaio al coperto

L’area coperta invece contiene 3-4 gabbie usate per la cova o per pulcini feriti o abbandonati (può capitare che una chioccia abbandoni i pulcini e questi vanno necessariamente protetti). Sempre al coperto c’è una stanza con mangimi, lavabo, frigo, paglia, macchina per tritare granturco…insomma tutto il necessario per nutrirli (oltre ad avanzi di frutta e verdura dei nostri pasti che gli portiamo giornalmente da mischiare ai mangimi e qualche sfalcio di erba fresca per non dargli solo alimenti secchi). Ogni giorno gli abbeveratoi vengono puliti e l’acqua cambiata, per assicurarsi che non si formino alghe o funghi.

Durante certi orari il pollaio viene anche aperto e i polli possono scorrazzare liberamente in giro. Quando comincia ad imbrunire tornano dentro autonomamente. Stamattina mentre raccoglievo un po’ di farfara da essiccare, ho trovato un uovo deposto in mezzo all’erba: quando escono a volte lasciano qualche uovo in giro, ma solo di rado, in genere lo fanno nel pollaio.

Il terreno e le due case

La casa si trova su una lingua di terra scoscesa e tutto il terreno si sviluppa lungo questa discesa. La casa è in cima, subito sotto c’è l’orto, poi la mia casetta, poi il pollaio e poi giù ulivi e altre piante. Ancora non sono arrivato fino in fondo. Questo terreno non ha uno sviluppo molto gradevole: ti costringe a salire e scendere molto se devi lavorare e questo implica fatica e tempo, due cose che in campagna bisogna risparmiare, soprattutto se si hanno grandi estensioni e molte attività variegate. È bello, immerso nel verde, un po’ boschivo, non troppo caldo. Qui la terra è detta matta: fa un po’ come vuole. È argillosa e se non ben contenuta dalle radici dei grandi alberi, può franare e scivolare giù.

Il primo orto che avevano ha fatto una brutta fine: la terra è franata e se lo è portato via. In fondo ad un altro recinto si è tirata giù un blocco di terra. La frana forma delle terrazze naturali, che però sono instabili finchè la terra matta non si assesta del tutto.

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