Pane fatto in casa, lievitazione

In Fatto in casa

In questo articolo non si parla di pasta madre, ma di un comune pane fatto in casa con lievito di birra. Comunque, se è la prima volta che fai il pane in casa, ti consiglio di cominciare con un comune lievito di birra, farti un po’ le ossa e poi passare alla pasta madre.

Questo weekend finalmente mi sono rimesso a fare il pane (nel mio ambiente domestico), dopo circa 3 mesi che non lo facevo. Nell’ultima azienda (Nuova Terra) hanno già una loro cuoca, quindi non sei tu a lavorare in cucina (a meno di rari casi o condizioni particolari), ragion per cui non mi sono cimentato con il pane (c’è stato giusto un tentativo, ma il lievito era andato, il forno perdeva gas e bruciava invece che cuocere…il prodotto finito lo abbiamo abbrustolito sul fuoco per renderlo mangiabile).

Ecco il pane sfornato ieri a casa.

E’ venuto stupendo, buonissimo, altissimo. Splendido a dir poco, con sopra una bellissima forma a spirale romboidale venuta fuori naturalmente in seguito a lavorazione a mano e lievitazione. Vi racconto la storia: volevo farlo sabato, ma poi son dovuto uscire, e ho rimandato l’infornata dovendo quindi fare numerosi rimpasti e lievitazioni. Cinque lievitazioni per la precisione, su un tempo di più di 24 ore.
Molti non si cimentano perchè pensano ci voglia tempo e che bisogna starci dietro…falso! Quante volte mi son dimenticato il pane in cucina che lievitava! Poi lo trovi per caso, ti ricordi improvvisamente e ti regoli di conseguenza sul da farsi. Leggete qui sotto le numerose avventure di questo pane.

Sabato

  • 9:00 impasto (istruzioni per impasto): 1kg di farina composta da 4 farine diverse (proporzioni decrescenti: nera spadoni, integrale bio, farina 0 bio e semola di grano duro rimacinata), acqua (555 gr) e mezza bustina di lievito secco (quello a palline piccole piccole).
  • 9:15 impasto pronto. Lascio a lievitare (imbiancate di farina 0 la terrina così non si attacca troppo).
  • 15:00 improvviso impegno, non posso infornare. Lievitazione completata. Rimpasto (qualche spolverata di farina 0 per ogni rimpastata) e lascio lievitare di nuovo.
  • 19:30 per una altro improvviso impegno, non posso rientrare a casa. So che la lievitazione è sicuramete completata. Chiedo ad una persona a casa di rimpastarlo e lasciarlo lievitare di nuovo.
  • 00:00 rientro a casa, lievitazione esplosiva. Un vulcano! E’ tardi per infornare, ho sonno. Rimpasto e metto in frigo.

Domenica

  • 9:00 tiro fuori dal frigo. Ha lievitato nel frigo benissimo, tanto da incastrarsi fra due ripiani. Tiro fuori, lascio a temperatura ambiente per un’ora circa.
  • 10:00 dopo averlo tenuto in frigo non lo metto in forno, anche se stiepidito. Rimpasto e lascio a lievitare di nuovo su carta da forno sempre dentro la stessa terrina. Quest’ultima lievitazione sarà poco più lenta, perchè nonostante stiepidito, la temperatura di pane e terrina sono più basse e questo la rallenta.
  • 15:00 accendo il forno a 180°.
  • 15:30 afferro i lembi della carta da forno (per evitare di toccare il pane e rischiare di rovinare la lievitazione) e lo tiro fuori dalla terrina. Lo poggio sulla grata di metallo e lo metto in forno.
  • 16:55 spengo il forno, ma lascio il pane dentro.
  • 17:05 apro il forno, ma lascio il pane dentro.
  • 17:15 tiro fuori il pane, tolgo la carta da forno, lo lascio poggiato sulla grata, ma poggio la grata sul tavolo rialzata dal tavolo, in modo da farlo respirare e sudare un po’.
  • 17:45 lo avvolgo in uno straccio pulito (lasciandolo sempre sul tavolo come alle 17:15)
  • 20:30 cenaaaaaa!

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