Nuove dal Podere Novo 153 e dintorni

In Podere novo 153

Al Podere Novo 153 la prima settimana è stata più tranquilla, meno intensiva: le attività che ho svolto ruotavano attorno all’orto (di cui non ho ancora pubblicato foto però). Stavo cominciando a prendere la cattiva abitudine di dormire dopo pranzo, anche senza avere alle spalle stanchezza o aver faticato.
Volevo mettermi anche su altre cose, mi piace provare cose nuove, così mi sono messo in contatto con una fattoria adiacente che ha molti animali
e tanta roba da fare! Ieri e stamattina mi sono ritrovato a rastrellare 300 metri di strada dietro la ruspa. E poi a caricare decine di presse di fieno sul carro, da portare al riparo prima della pioggia, che se lasciate sul campo e ci entra l’acqua marciscono.
Sul carro, trainato dal trattore, il viaggio di rientro alla fattoria è stato divertente, ne è valsa la fatica: in equilibrio sulle presse sopra al carro, spostandomi da un lato ad un altro per bilanciare il peso ed evitare che il carro si rovesciasse (un po’ come su quelle barche a vela dove alcuni uomini dell’equipaggio si spostano da un lato all’altro), mentre eviti i rami degli alberi che ti sfilano intorno e cerchi di non respirare lo scarico del trattore che il vento ha spesso il buon cuore di orientarti in faccia.

Ci sono una marea di attività che possono essere svolte in campagna o in fattoria. A volte ti fai i piani per il giorno dopo, magari un progetto o un programma, ma poi devi cambiarlo perchè il tempo decide per te, o un l’asino padre decide di montarsi la figlia troppo piccola e quindi devi allontanarli e separarli, o semplicemente i pomodori vanno scacchiati, sono state montate male le canne di sostegno, cominciano ad andare dove gli pare e si forma una foresta sul bancale.

Nel giro di pochi giorni ho visto e fatto molte attività tutte diverse. Molto utile, molto interessante e un bel bagaglio di conoscenza ed esperienza.
Quello che siete abituati a demandare ad altri, qui lo dovete fare voi. Non potete per ogni problema chiamare qualcuno…anzi, ogni problema ve lo dovete risolvere da soli, o con l’aiuto di coloro che vivono con voi.

La pecorella smarrita

Faccio un giro la mattina e un giro la sera per dare da mangiare agli animali. Poi spezzo la giornata tra una fattoria e l’altra. Non ho molto tempo per stare dietro al blog, in effetti sto scrivendo meno.

Due giorni fa c’è stato uno spiacevole evento con le pecore: una mamma ha smarrito l’agnello nei campi.
Le pecore le faccio uscire la mattina e sono libere di gironzolare in lungo e in largo. Se un agnello si separa dal gregge, magari si allontana, si infratta o si addormenta, può rimanere isolato e perdersi. Ho provato a cercarlo, ma non l’ho trovato: se non lo trovi tu entro la sera, di notte lo trova sicuramente qualche predatore ed è spacciato. La madre ha passato le ultime 48 ore a chiamarlo: dopo il primo giorno la voce gli si era abbassata che sembrava quella di un baritono, e stamattina non l’aveva più, tossiva dolorosamente.
Immaginate di dover parlare per due giorni di fila senza interruzioni, immaginate in che condizioni vi ritrovate la gola e le corde vocali.

Te ne accorgi subito se hanno smarrito l’agnello: quando le riporti in fattoria, le madri chiamano i figli e i figli rispondono e/o si avvicinano. Quel giorno lei chiamava e chiamava e chiamava, ma nessuna risposta. La vedevo girare in tutta la stalla e cercare in ogni angolo, guardava in ogni punto. Gli leggevi la preoccupazione in faccia. Continuava a chiamare: c’è il conflitto tra il non voler prendere coscienza del misfatto e la speranza che spunti fuori chissà da dove. Se il suo spazio vitale fosse anche di un solo metro quadro e non esistesse nessun altro spazio intorno a lei, continuerebbe a chiamarlo e a cercarlo. A pensarci e immedesimarcisi è qualcosa di davvero tremendo.

Noi abbiamo la tendenza ad umanizzare. Lo si fa con gli animali domestici, che diventano parte della famiglia (fino ad essere dei figli per alcuni. Molti trattano il loro cane meglio degli esseri umani che gli sono intorno) e lo si fa con qualsiasi creatura che ti parla con gli occhi…e ogni animale a suo modo lo fa.
Vedo come gli animali imparano, si abituano, intuiscono ed entrano in relazione con noi con le possibilità che hanno. Somigliano a noi. Eppure, sento più giusto dire che siamo noi a somigliare a loro…molto, molto…molto spesso.



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