Miele alla spina Flow Hive

In Natura

Immagine: http://faidatemania.pianetadonna.it/come-utilizzare-la-cera-d-api-177201.html

Riporto qui una conversazione avuta in un forum di wwoof su Facebook. Ho proposto il video di padre e figlio apicoltori che presentano una nuova idea per facilitare l’estrazione del miele dall’arnia. A me era parsa un’idea davvero geniale e volevo un confronto anche da chi aveva esperienza da apicoltore.

Ecco il video in questione.

Miele ricavato direttamente sul posto, senza nemmeno dover aprire la casette delle api!

Fonte: http://agriturismoilcampo.it/miele/miele-millefiori/
Fonte: http://agriturismoilcampo.it/miele/miele-millefiori/

Di seguito alcuni stralci del dibattito. Ho scelto di estrapolarla da Facebook perchè lì sarebbe finita nel dimenticatoio, invece così è anche ricercabile online e resta uno spunto o una lettura utile. Ho mascherato i nomi per una questione di privacy. Se qualcuno non fosse d’accordo con questa condivisione può contattarmi ed interverrò prontamente.

Conversazione

Azienda LT: Molto interessante come cosa. Mi domando se possa poi essere permesso dalla asl, ma vedendo tutto chiuso mi verrebbe da pensare di si. Grazie per questo video, da apicoltori è una cosa molto interessante… ci ragioniamo!

Irene B: molto bello un’idea geniale.

Immagine: http://www.icmarostica.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2549:i-7-passi-del-problem-solving-strategico&catid=45:formazione&Itemid=244
Immagine: http://www.icmarostica.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2549:i-7-passi-del-problem-solving-strategico&catid=45:formazione&Itemid=244

Riccardo: Qui dove sono ora c’è un apicoltore. Anche lui trova che sia davvero una genialata. Non condivide molto l’uso interno della plastica. Lui è molto sensibile a rispettare il più possibile lo stato naturale delle api e il loro ambiente. Ma indubbiamente il non dover intervenire in modo così intrusivo come si fa normalmente, è un gran passo in avanti.

Azienda LT: Il problema principale sta nelle malattie a cui sono soggette le api e ultimamente ce ne sono una marea. Considera che almeno un 40% di alveari ogni anno rischia di morire e in questo momento l’italia è in allerta per la Aethina Tumida ed è un disastro davvero.

Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Aethina_tumida_5025044.jpg
Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Aethina_tumida_5025044.jpg

Quando arrivano cose simili, l’unica cosa che puoi davvero fare è bruciare tutto o rischi la diffusione che vuol dire una moria maggiore. Con cose del genere come fai a gestire tutto ciò? La pulizia annuale, le cure che fai.. . bada, non parlo di antibiotici, parlo di cose il più possibile “bio”.

Giovanni C: Queste idee a mio parere non sono così geniali. Insistono sull’ottimizzazione apparente del lavoro, celando insidie ben più gravi. Non aprire l’arnia fa perdere il contatto con l’interno dell’arnia stessa.

L’uomo continua a cercare soluzioni moderne e poi si ritrova a dover faticare il triplo per risolvere i problemi che ne derivano. Anticamente il miele si prelevava uccidendo la famiglia e allevando lo sciame dell’anno nel tronco cavo preparato di anno in anno o con arnie di paglia,giunchi e altro. Con questo sistema non c’erano malattie. Immagino che ora si scateneranno tutti i difensori della vita degli animali. Ma la realtà è che siamo arrivati ad avere miele avvelenato e a dover ugualmente uccidere le famiglie infette. Siamo realmente innovativi?

BD: In che modo non sarebbe possibile gestire la pulizia e le cure annuali?

Riccardo: Effettivamente sulla loro pagina di presentazione si concentrano totalmente sulla fase di raccolta miele. Credo comunque che si possano eseguire tutte le normali operazioni volendo.

Azienda LT: Direi che senza gli apicoltori le api molto probabilmente si sarebbero già estinte. Ad ogni modo, un esempio che mi viene in mente è la tarma della cera. Se ti arriva la tarma, tu devi prendere il telaino e bruciarlo. In questo caso come fai?

http://www.apicolturaonline.it/vita-italia/mellonella.html

Fonte: https://medno.wordpress.com
Fonte: https://medno.wordpress.com

Giovanni C: Quando si abbattono sciagure su un settore, e quello dell’apicoltura ne è investito in pieno, a me viene da chiedermi come mai. E noto una certa relazione fra il cercare la via meno faticosa con le suddette sciagure. Ormai ci siamo abituati a cercare la causa negli altri, meno in noi stessi. Siamo ancora lontani dal comprendere la relazione tra la nostra azione e quel che ne deriverà.[…]
Dopo decenni di vita agro artistica mi sento di dire che ogni qualvolta ho scelto od ho visto scegliere la via più semplice o più comoda a distanza di tempo si è rivelata controproducente. Lungi da me il solo pensare che volessi rivendicare il trito e ritrito “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma credo che i segnali dell’universo siano ormai inequivocabili. Il nostro concetto di bene e meglio non sempre corrisponde al disegno cosmico. L’essere umano condiziona con la sua energia animali e piante. Più vogliamo da loro e più loro ci danno…salvo contropartita…

Addendum

Lo scambio si è interrotto qui. Diciamo che sarebbe stato produttivo contattare direttamente i produttori delle arnie ed avere un riscontro.
Comunque aggiungo a seguire anche alcuni pensieri di amici apicoltori (che chiamerò AL e M):

AL pensa sia interessante, ma vorrebbe poterla provare. Ha dubbi sul non poter fare controlli di vario tipo (sciamature, varroa, ingabbiamenti) e, nel caso sia possibile, se è più o meno facile. Inoltre bisogna vedere come reagiscono le api di fronte a celle non di cera, ma di plastica e inclinate, come si comporta la regina nel deporre uova, se le larve vengono nutrite bene.
L’ideale sarebbe allevare in parallelo nello stesso posto delle famiglie con metodo tradizionale e altre con questo metodo, e capire se crescono ugualmente bene.

Si è notato, proponendo questa soluzione a vari apicoltori, che tutti sono perfettamente in linea su questi aspetti. Viste così le api sembrano diventare delle semplici produttrici di miele, quasi azzerando il rapporto uomo-ape.

M ci fa riflettere sulla qualità del miele che può venire fuori da queste celle di plastica. Celle che sono anche tagliate a metà, che quindi l’ape prontamente propolizzerà per ripararle. Telai che ogni anno le api vorranno disinfettare e che dopo un po’ saranno probabilmente da buttare, in quanto difficili da pulire. Inoltre per mieli molto liquidi il gioco può funzionare, ma con mieli che cristallizzano facilmente, l’estrazione può diventare anche impossibile.

Ci racconta anche che ogni anno, nelle fiere del settore, sono proposte nuove idee, ma della serie che “ogni anno ce n’è una“. Praticamente finiscono per essere dei mini-business temporanei che lasciano il tempo che trovano. Magari sono concentrati su un aspetto in particolare e perdono di vista altro. E ci si fa ingannare o trascinare dall’impulso emotivo del momento che proprio lì c’è qualcuno pronto a risolvere il problema che si ha. Non è tutto oro ciò che riluce.

Come suggeriva Giovanni i problemi sono da ricercare altrove e non tanto lontano 🙂

AL fa notare inoltre che il miele sembra essere interamente prelevato. Cosa che normalmente non andrebbe fatta, dato che una parte va lasciata come alimento per le api stesse.

Insomma, a parte la soluzione indubbiamente geniale, il tutto alza parecchi quesiti, cui gli autori dell’invenzione non sembrano accennare minimamente. Ho provato anche a leggere le FAQ (domande frequenti) e non viene trattato alcuno dei temi che, come vedete, sono i primi che un apicoltore porta avanti.

Spero abbiate gradito questa condivisione. Nella libera informazione e conoscenza si cresce liberi. Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa, potete contattarmi che posso arricchire questo articolo in qualsiasi momento.



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2 Comments

  1. Da appassionato di natura, cibo piu possibile genuino e tecnologia ho ordinato su indiegogo la flow hive e finalmente mi è arrivata, voglio mostrarla a Sortino SR ed a Zafferana CT ai produttori di miele per sapere cosa ne pensano per ordinarne altre.

    • Ciao, vorrei avere notizie sulla Flow hiev, è possibile? Grazie

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