Introduzione al metodo omeodinamico

In La Nuova Terra, Natura

L’omeodinamica è nata nel 1984 per rispondere ai crescenti problemi che l’agricoltura stava (e sta) vivendo: degrado, inquinamento, campi elettromagnetici, acqua, ecc. Non mi dilungo a stendere questa lista che tutti conoscete. Tra le problematiche però viene posto l’accento anche sulla

“perdita di coscienza del rapporto tra uomo e pianta ed in generale tra vita terrestre e Vita cosmica”

L’evento di Černobyl (e pure Fukushima) ha messo su tutto il carico da undici contaminando radioattivamente. E infine c’è l’uomo che continua con pratiche innaturali come le manipolazioni genetiche.

Ho già scritto (anche se di volata ed è importante approfondire) che l’agricoltura convenzionale e la biologica (anche se in minor parte) non sono un tipo di agricoltura sana. Nel 1924 Rudolf Steiner tenne delle conferenze sulla base delle quali fu sviluppata la agricoltura Biodinamica.

Dalla Biodinamica all’Omeodinamica

L’Omeodinamica si dichiara evoluzione della Biodinamica. Nel 1924 numerose problematiche che stiamo oggi vivendo non erano presenti, se ne deduce che la Biodinamica, fondata su affermazioni che non contemplavano il mondo moderno, non debba rispondere efficacemente alla situazione attuale. Steiner intendeva inoltre tenere altre conferenze, che non potè fare, a causa della sua morte nel ’25, e quanto disse nelle prime era solo una base. Enzo Nastati, fondatore della Omeodinamica ha preso in mano i testi di Steiner ed ha cercato di muovere dei passi in avanti.

E’ importante comprendere il concetto di Evoluzione. Niente è definitivo. Quando elaborate un sistema o trovate una soluzione, per quanto fieri andiate del vostro capolavoro o della vostra intuizione, arriverà qualcuno dopo di voi che la modificherà o la soppianterà con qualcosa di nuovo, evoluto.
Bisogna stare molto attenti ad affezionarsi alle cose, ai sistemi, alle società, alle idee. Quando vi attaccate ad una idea e fate tutto per difenderla, e nel momento in cui un cambiamento o una novità diventano necessarie, il vostro pensare, sentire ed agire, andranno in contrasto con l’evoluzione. Insomma, non vorrete lasciare andare ciò che sta morendo e non volete riconoscere che sta morendo. Per quanto strenuamente combatterete, se per quella cosa è giunto il termine, voi finirete per morire con lei.

Pensate alla società moderna, in particolare al sistema finanziario. Oggi, gli uomini sono disposti a sacrificare la propria felicità, il proprio benessere, per proteggere un sistema che fa acqua da tutte le parti, che sta morendo e portando tutti nel burrone. Ci sono un drappello di criminali in testa a questo sistema che necessitano di esso per vivere come desiderano e lo difendono con i denti. Cosa ancor peggiore è che tutti gli altri, senza tornaconto, anzi, addirittura danneggiandosi, lo difendono a loro volta.

Spero di aver reso l’idea, torniamo all’omeodinamica prima che vada fuori tema.

Dal manifesto all’Immanifesto

Quant’è la parte di universo conosciuto? E quanto di questo la scienza convenzionale è in grado di spiegare? Il manifesto è solo una parte di ciò che è.
Tesla diceva che se volete comprendere l’Universo dovete pensare in termini di energia, frequenze e vibrazioni, ad esempio. Ma questa affermazione è ancora fisica.

Cerchiamo di andare oltre. Muoviamovi verso l’immanifesto. Ignorate un attimo i preconcetti, provate a seguire! Cerco di guidarvi con parole semplici in questo approccio all’esistenza e all’agricoltura.

Il regno vegetale è la manifestazione dell’incontro fra forze cosmiche e forze terrestri. [Sono sicuro che presto la scienza troverà il risvolto fisico e gli darà un nome].
Perchè questo regno esprima il meglio, offrendoci di conseguenza una Natura rigogliosa, vigorosa, vivente e un’alimentazione di alta qualità per la nostra vita, è nostra responsabilità ripristinare il collegamento fra questi due agenti. Il collegamento è stato rotto dalle quotidiane azioni distruttive e degenerative dell’uomo. La Natura ne paga le spese e nonostante tutto, continua a donarci sostentamento ogni giorno, ma di qualità nettamente inferiore. Cibo che quindi ci permette di reggerci in piedi, ma non di esprimere le nostre reali capacità.

Dal naturale al chimico

Prima del ‘900 pensate che esistevano industrie chimiche di fertilizzanti, concimi, pesticidi, diserbanti, ecc.? Sono millenni che l’uomo si dedica all’agricoltura e all’allevamento senza queste (false) scorciatoie.
Nel periodo dopo la prima guerra mondiale vediamo una riconversione delle industrie belliche di macchinari e sostanze chimiche, che si rivolsero ad un nuovo mercato: il mondo agricolo.

Gli ottimi risultati presentati dalle industrie chimiche ai contadini, li convinsero facilmente. Da questo momento in poi l’agricoltura, quindi la natura, la vita, il cibo, il bestiame, l’uomo, le società, tutto è entrato in una spirale autodistruttiva. Mangiare male o malsano ogni giorno vi logora dentro e fuori, sia a livello grossolano (fisico) che sottile (spirituale), e condiziona la vostra vita e tutte le vostre scelte quotidiane.

A Steiner fu chiesto di rispondere a dei quesiti che premevano gli agricoltori: perchè la qualità delle sementi sta peggiorando? Perchè i nostri terreni si stanno impoverendo? Perchè il bestiame perde fertilità? Perchè il cibo non ci nutre più che prima?

Steiner rispose, con un linguaggio che parlava all’anima e allo spirito. Consapevole che una semplice risposta pratica non avrebbe fatto la differenza, ma che era necessario porre le basi per una evoluzione di coscienza dell’uomo. A quel punto, l’umanità tutta, in ogni ambito, tra cui l’agricoltura, si sarebbe rimessa cosciente in cammino verso un’epoca d’oro.
Pochi ebbero le orecchie per sentire. Ma quei pochi sentirono e cominciano a farsi sentire.

“L’agricoltura che si insegna negli Istituti di Agraria è in realtà un’operazione mondiale volta a sostituire le leggi della Vita con quelle della Morte, lo scorrere delle forze vitali con aridi calcoli matematici e di profitto. Da questo atteggiamento nascono comportamenti di violazione della Vita e delle sue esigenze come la coltivazione intensiva […] e sostanze che avvelenano pianta, Terra, consumatori, ecc.”

Continua…

Fonte delle citazioni: “Introduzione al metodo omeodinamico in agricoltura”, a cura di Eureka (novembre 2005)

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