Il weekend col pastore e la vita semplice

In Campagna, Persone

Domenica sono stato nel viterbese a trovare un amico ospite di un pastore di capre, un ragazzo sulla trentina.
Mi è venuta voglia di scrivere qualcosa sulla “vita semplice”: un amico proprio l’altro giorno mi fa una battuta che “in campagna si fa la vita semplice”…mi sono spanciato dalle risate…non per la battuta, ma per la sua ingenuità 😀

 

Immersi nella natura, nel verde, la vita è bellissima, è davvero un’altra vita, ma “semplice” non è proprio l’aggettivo che più gli si addice. Molto più corretto è parlare di vita semplice in città, dove tutto è  standardizzato, facile ed accessibile. La routine quotidiana la si conosce bene, è sempre la stessa che si ripete: questa è vita semplice. Questa è la vita che porta a casa quel tot di denaro che ti permette di andare in giro e comprare quasi qualsiasi cosa.

Il pastore di cui vi parlo oggi vive con 3000 euro l’anno circa. Le spese sono: servizi domestici (acqua, luce, gas) e benzina per l’auto; più varie non calcolate che si possono presentare all’improvviso.

Cenni sulla sua storia

10 anni fa ha dato un taglio a quello che era il suo stile di vita precedente. Non ho indagato i dettagli più personali. Insieme ad un paio di amici sono partiti alla ricerca di terreno e casa: un luogo dove poter trascorrere una vita in ottica agricola. Avevano trovato un posto bello e abbordabile. Erano lì lì per chiudere, quando i due amici si sono tirati indietro all’ultimo momento.
Lui ha capito immediatamente di essere solo, non si è dato per vinto nè scoraggiato, ha perseguito il suo intento, anche se non c’era un progetto e mentalmente era tutto ancora vago e fumoso.

Trova una casetta in provincia di Viterbo, precedentemente abitata da un personaggio uscito dal lato psichedelico degli anni ’70  che l’aveva dipinta con tinte evidenziatore. Con l’aiuto del padre la rende nuovamente decorosa, e realizza un paio di soppalchetti in cui dormire lui ed eventuali ospiti.
Parliamo di 2 stanze, meno di 40 metri quadri in totale, un angolo cottura, un bagnetto ed un angolo doccia. L’ingresso è la stanza usata per mangiare e cucinare, l’altra è la sala diciamo, con scaffali di libri e due chitarre. Due stufe a legna una per cucinare/riscaldare e una per l’acqua, alternata ad una piccola caldaia elettrica a seconda della stagione.

Oggi confessa:

“Ero partito totalmente allo sbaraglio.”

La motivazione, la ricerca

In fondo ognuno ha i suoi motivi. In questo viaggio mi sono reso conto che la maggior parte delle persone erano in fuga da qualcosa. Non erano tanto alla ricerca di qualcosa o di un sogno, ma forse più alla ricerca di sè stessi. Si sono lasciati alle spalle qualcosa.
Bisogna ammettere che, nonostante siano andati “allo sbaraglio”, hanno sempre trovato e dato espressione alla loro dimensione personale con una certa soddisfazione. La natura accoglie e dà abbondanza, la fortuna aiuta gli audaci (poi mica a tutti va bene, i problemi e le sfide ve li ho già raccontati in altri articoli. Dunque, oggi parliamo d’altro).

Aveva un budget limitato su cui costruire quello che poi è diventato il suo presente e quello che fa ora.

Il terreno arrivò qualche anno dopo la casa: un paio di particelle di meno di un ettaro in totale.

Perchè le capre?

Alla mia domanda “perchè le capre”, mi disse che un’estate era andato in colonia e gli avevano affidato 3 capre da gestire. Lì nacque qualcosa.

Lui dice che il terreno e quello che fa oggi lo hanno chiamato. All’inizio non aveva una visione in effetti. C’era la ricerca di qualcosa di diverso, ed è più come se quel qualcosa abbia trovato lui, che viceversa.

Dopo quell’estate decise di portare avanti il discorso: comprò da un pastore 5 capre.
A questo punto gli ho fatto una domanda retorica, perchè immaginavo una cosa del genere. Gli chiesi se gli avevano dato una fregatura (all’inizio, quando muovi i primi passi, ci provano e riescono sempre).
E infatti gli diedero una capra con un’infezione che gli contatroncgiò le altre. Sta tuttora combattendo con questa cosa, i veterinari dicono ognuno una cosa diversa. I nuovi nati comunque li fa vaccinare e pian piano l’infezione sparirà.
Non biasima quel pastore, anche se ammette che lui un’infamata così non la farebbe:

“Non è cattiveria, ma se qualcuno volesse comprarmi delle capre, ovviamente quello che gli vado a dare è quello che a me piace di meno. Devi metterlo in conto questo, a meno che non vai da un allevatore che dovrebbe darti delle garanzie.”

Nel tempo qualche nascita e qualche altro acquisto, e ora ha circa 15 capi. Ha sempre cercato il suo equilibrio: non gli interessano i grandi numeri nè di animali, nè di denari. Ha un bel caprone, svariate capre, che in questi giorni stanno “sfornando” nuove creature.

In questo momento intende arrivare a 20 capre, in una visione di progetto o potenziale ottica produttiva. Lui fa quello che vuole fare. Non ha un’azienda agricola, non lo ha mai fatto. Risulta registrato come hobbista che ha alcune capre.

La giornata tipo

La sua giornata tipo non è tanto diversa da quella di tutti. Certo…il suo ufficio non ha muri, il colore predominante non è il grigio, ma il verde, i rumori della città sono lì i suoni della natura, ma anche i rumori di macchinari agricoli nei terreni circostanti, e quando piove e non sei protetto te la prendi tutta. Ha una sua routine, con variabilità stagionali.

Le attività che non riguardano direttamente le capre sono varie. In campagna c’è sempre da fare. In questo momento sta sistemando i gradini che portano da casa sua alla cantina nel seminterrato, ricavata da un grottino, che sta valutando seriamente se far diventare un laboratorio ufficiale a norma per la produzione di formaggio finalizzata al commercio.
Quello che ha fatto finora è stato produzione per consumo personale: amici, parenti, visitatori che sono passati e che hanno avuto occasione di mangiare alla sua tavola, ricordano con piacere la bontà del suo prodotto artigianale.

Continua…



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