Guida pratica al misticismo tantrico del Tibet

In Filosofia

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I tibetani dividono la pratica spirituale avanzata negli yoga appartenenti al Sentiero della Forma e quelli appartenenti al Sentiero Senza-forma. […] Il Nirvana che è senza-forma e il Samsara che ha forma sono aspetti gemelli della realtà.

Fra gli innumerevoli yoga del Sentiero della Forma

  1. Lo yoga del Calore Psichico o Fuoco Interno, chiamato Tum-mo, per mezzo del quale si produce una tremenda forza psichica; ha anche un valido effetto collaterale, la generazione di calore fisico.
  2. Lo yoga del Corpo Illusorio, chiamato Gyu-lu, per mezzo del quale l’adepto percepisce il suo corpo e tutti gli oggetti naturali come illusori.
  3. Lo yoga dello Stato del Sogno, chiamato Mi-lam, per mezzo del quale l’adepto impara a osservare e a controllare i suoi sogni e a eguagliare gli altrettanto illusori stati di veglia e di sonno.
  4. Lo yoga della Luce Chiara, chiamato Od-sal, per mezzo del quale l’adepto si trova di fronte alla Sicceità dei fenomeni e raggiunge lo stato della beatitudine trascendente il pensiero, chiamato pure illuminazione estatica.
  5. Lo yoga del Bardo, chiamato Bar-do, per mezzo del quale l’adepto impata a passare attraverso l’agonia, la morte, il dopo morte e la rinascita senza interrompere la sua corrente di coscienza.
  6. Lo yoga del Trasferimento della Coscienza, chiamato Pho-wa, per mezzo del quale l’adepto impara a trasferire la sua coscienza da un corpo a un altro o da un luogo a un altro, e a ottenere uno stato di rinascita di sua scelta.

Pratiche del Sentiero del Senza-forma

Il Dharmakaya o essere vuoto dei Buddha non è qualcosa da guadagnare; è sempre stato presente fin dall’inizio. La Liberazione consiste nel diventare consapevoli di ciò sperimentalmente.

Lo yoga della Mahamudra

Posizione e quiete mentale seguita dalla concentrazione della mente. Inibizione del pensiero, lasciando vagare liberamente i pensieri ma senza reagire ad essi alternando la tensione con il rilassamento. Abbandonare sia il conoscitore che la cognizione. Sperimentazione dell’unitarietà del conoscitore, del conoscere e della conoscenza. Proseguire la pratica senza sforzarsi fin quando la mente eviterà da sè il sorgere dei pensieri.

Portare i fenomeni e la mente in uno stato di perfetta unità, scoprendo la natura identica delle esperienze di veglia e di sogno e rendendoci conto che gli oggetti e la mente, la beatitudine e la vacuità, la Luce Chiara e la vacuità, la saggezza e la vacuità, sono in relazione l’una con l’altra come il ghiaccio con l’acqua o come le onde con il mare. I fenomeni sono ora riconosciuti come produzioni della mente.

L’adepto stabilisce ora la distinzione adeguata fra la mera conoscenza teorica e l’autentica conoscenza sperimentale della vera natura della mente – l’avere notizie di essa e il ponderare le sue implicazioni appartiene al regno della teoria; l’essere consci della mente libera da dualità è esperienza.

Lo yoga della Grande Liberazione

Inizia con l’insegnamento sulla mente come l’unica realtà. Rifiutare tutti gli attaccamenti e le credenze dualistiche. La mente è l’origine e il contenitore del cosmo; l’unità di tutte le cose senza, tuttavia, esserne composta.
Paragonate la funzione della mente ad uno specchio. Le immagini non possono esistere senza lo specchio e, tuttavia, lo specchio rimane se stesso, nè composto nè macchiato dalle immagini. Però, se non ci fossero le immagini l’esistenza dello specchio non potrebbe essere rivelata.

Alcuni psicologi sono andato così lontani da suggerire che almeno una parte dell’area non-cosciente delle nostre menti è di proprietà comune.

L’Illuminazione deve venire da dentro ed è folle cercarla altrove.

Gli uomini inseguono la ricchezza o la conoscenza o cercano l’Illuminazione o Dio, senza sognarsi che la vera felicità non si trova che nella loro propria mente.
I lama insegnano che l’unica felicità pura, infallibile è la beatitudine jnanica generata dall’interno; che la conoscenza discorsiva impallidisce davanti a questa saggezza; e che l’Illuminazione è soltanto una funzione della mente. Sia che i mistini chiamino Dio, Saggezza o Illuminazione l’oggetto della loro ricerca, ciò che troveranno alla fine non è altro che l’immacolata, increata mente dello stesso cosmo, che si riflette in ogni suo atomo costituente.

Il contenuto di questo articolo è composto da citazioni ed estratti dal testo “La Via del Potere – Guida pratica al misticismo tantrico del Tibet” di John Blofeld, edito da Ubaldini Editore – Roma

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