Giornata tipo in campagna. Agriturismo e fattoria.

In Podere novo 153

Bene…il titolo di questo articolo non è sincero 🙂 Non c’è una vera e propria giornata tipo in campagna in effetti. Ci sono alcune attività che devono essere svolte quotidianamente. Ma il resto della giornata varia, in base al tempo, in base agli animali, in base a priorità di vario genere: arrivo di clienti, manutenzioni, riparazioni, idee o progetti.

La spirale di erbe

La prima settimana qui ho curato principalmente l’orto. Verso il weekend io e Barbara, una signora “viaggiatrice” tedesca, abbiamo deciso di realizzare una spirale di erbe aromatiche. La spirale di erbe è una delle note creazioni in Permacultura. La spirale aromatica si realizza con pietre di varie dimensioni, il centro rimane in posizione più elevata, andando via via verso l’esterno, appunto come una spirale. E’ carino e Barbara lo ha decorato con piume, ossa e canne.

Realizzare una spirale d’erbe è facile e divertente. Avete bisogno di terra, sabbia, pietre, piante. Tracciate il disegno a terra; cominciate a posizionare le pietre; viene quasi da sè. L’interno si riempie di terra e sopra potete trapiantare. Ecco un breve video (preso da youtube) che mostra tutte le fasi. Nel video è più bella 😛

La giornata tipo in campagna

Mi sveglio poco prima delle 7, in modo da sfruttare il momento fresco e non stare sotto il sole che dalle 10 in poi circa ti bastona.

Vado diretto alla stalla delle pecore per liberarle. Sono facili da governare. Conoscono la strada e vanno solo controllate che non si facciano venire strane idee in mente. Come invadere l’orto di casa per esempio. Le ho intercettate in tempo, se no si spazzolavano tutto.
Una volta fuori dalla stalla preparo il fieno per la sera che rientrano e si cambia l’acqua nella vasca, se ne hanno bisogno.

Sono una cinquantina di capi.

Dopo le pecore, è il turno dei polletti: stanno nella stessa stalla delle pecore, separati da una rete. C’è un gallo e due galline, più alcuni polletti. Sono una specie particolare, più piccola di quella della fattoria biodinamica, manto scuro e gli piace volare: spiccano il volo, per quel che possono. Tonino, il fattore, costruirà una struttura che arriva su un albero (che sta lì a fianco al pollaio), perchè a questa specie piace.
Gli porto cereali del luogo, mais e cambio l’acqua. Le due galline che vedete nel cestino stanno covando 🙂

Mungere Martina

Fatto con le galline, carico un secchio di cereali per vitelli e asini; sfilo davanti a toro e mucche, alcune delle quali Tonino munge (mattina e sera, tra le 6:30 e le 7:00). Un paio di sere ho munto Martina. La Nina, più anziana, ha le mammelle troppo rigide e le prime volte non gli tiri fuori un filo di latte, così me ne ha data una con la mammella più morbida. Devi essere veloce, perchè dopo aver pulito la mammella, le hai stimolate e in 7-8 minuti devi finire. Ci devi fare l’abitudine e pure i muscoli.

All’inizio hai paura di fargli male. Lui mi fa: “Vai tranquillo! Non hai mai visto i vitelli che per far scendere il latte prendono la mammella a testate? Il più che gli puoi fare è un po’ di solletico”. E mentre si prende un po’ gioco di te con la compagna che se la ride sotto, lui tranquillo va avanti come un treno ad un ritmo impressionante. Finisce il suo secchio, mi guarda, guarda il mio secchio, ride. Poi finisce il mio lavoro, e dove tu credevi il latte fosse finito, lui ne tira giù altri litri.

Tornando alla mia giornata tipo in campagna, passato davanti alle mucche con il secchio, salgo lungo una stradina fino a raggiungere un’altra stalla all’aperto dove ci sono 3 vitelli: un torello e due femmine (una di 9 mesi più grande. Torello e l’altra sono fratelli). Di solito la mucca più anziana viene trattata con rispetto dalle altre. In questo caso no. Questa mucca di 9 mesi più grande aveva subito un po’ di “bullismo” dalle precedenti sorelle. E’  stata separata e messa con questi 2 vitelli più giovani: nonostante ciò, gli è rimasto il blocco psicologico e questi giovinastri la prendono a capocciate, ghettizzandola e allontanandola dal cibo. Mangia continuamente con l’ansia che l’altra venga a colpirla, stando sempre attenta. Sono costretto a bloccare i due giovani durante i pasti per far mangiare l’altra serenamente.

Gli animali della fattoria

Dopo i vitelli vado dagli asini: famiglia padre, madre e figlia. Come vi dicevo in un articolo precedente, il padre qualche giorno fa ha tentato di montare la figlia. Succede con gli animali, ma la figlia è troppo piccola e non deve avvenire perchè potrebbero presentarsi disturbi anche nella crescita.

La cosa strana è che lei non era in calore, ma poi abbiamo capito. Questo aneddoto è davvero interessante, mette in luce il delicato equilibrio degli animali e come un nostro semplice intervento può essere tanto influente. Una mattina, che le stavo facendo mangiare, mi sono avvicinato alla piccola e ho cominciato ad accarezzarla: lei ha cominciato a seguirmi. Il padre ha reagito a questa mia intromissione, come avessi rotto l’equilibrio e le gerarchie. Tentava continuamente di montarla. Per sicurezza abbiamo deciso di separarle.
Tonino vorrebbe addomesticare la piccola per poterci giocare e far fare passeggiate con i bambini, quindi, probabilmente a breve sarà portata fuori dal recinto.

Poi in agriturismo

Dopo gli asini, lascio la fattoria di Tonino, faccio colazione con pane e marmellata di albicocche di qui, e seguo qualche lavoretto con Gemma, la padrona di casa al Podere Novo 153. Tra le attività svolte, come dicevo, principalmente intorno all’orto, ma non solo: riparazione del sistema di irrigazione, sistemazione della struttura delle canne dei pomodori, diserbo dell’orto, pacciamatura, piantare semi, ecc. Qui da Gemma ci sono anche piazzole per chi vuole fare camping e l’altro giorno, insieme a Francesco, amico, cuoco e collaboratore qui da Gemma, abbiamo sostituito un vecchio telo ombreggiante. Poi ancora decespugliatore…insomma, di cose da fare ce ne sono tantissime. Ecco perchè non esiste la giornata tipo in campagna.

Questa settimana ho alternato mattina e pomeriggio un po’ da Gemma e un po’ da Tonino. Da Tonino ci sono attività più intensive fisicamente, ma è un buon allenamento. Si lavora molto sulla resistenza, perchè devi stare ore ed ore sotto il sole, faticando con continuità. Meglio non essere troppo grossi o grassi, anche per sudare meno.

Verso il calar del sole

A fine giornata, prima di cena, c’è da riportare dentro le pecore. Sono libere al pascolo, quindi tocca farsi una bella scarpinata per andarle a recuperare. Conoscono la strada di casa, ma devi seguirle e stare attento che non vadano altrove. Ogni tanto si fermano a strappare qualche foglia dagli alberi sul sentiero, come se non avessero mangiato a sufficienza tutto il giorno!
Ascolti i richiami madre/figlio verificando che tutti rispondano correttamente. Se una madre continua a chiamare con insistenza, significa che probabilmente ha perso l’agnellino. Cosa successa purtroppo. A questa mamma è importante togliere il latte; bisogna mungerla perchè il latte non deve rimanere bloccato nella mammella: in caso contrario la mammella potrebbe essere rovinata irrimediabilmente e non potrà più usarla.

Dopo le pecore, si cambia l’acqua alle galline e si riporta un altro po’ di cibo a vitelli e asini.

A questo punto, buon appetito! E’ il mio turno di mettermi a tavola 🙂



Condividi questo articolo citando la fonte, senza alterarne il contenuto e senza scopo commerciale: questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale

Submit a comment