La filosofia in Felpa Gialla

In Filosofia

immagine: http://jamestylersblog.wordpress.com/2012/07/24/the-ayahuasca-experiment/

La ragione per non seguire un cammino simile a quello che sto facendo? Ce ne sono a decine di ragioni possibili. Ma non ne servono tante, basta una singola motivazione forte per fermarsi. Le altre si fanno piccole e la loro inconsistenza ci permette di liberarcene immediatamente e di lavorare alla rimozione o trasformazione dell’unica rimasta.
Attenti a non incatenarvi troppo in questa vita. Allentate la morsa, cominciando dalle cose più semplici; non combattete i mulini a vento! Quando la materia si fa troppo dura e pesante, la filosofia si offre all’uomo come strumento per elevarsi e uscire dalla presa. Per quel che mi riguarda, in principio mi presero per mano gli studi orientali.

Gli studi orientali dal grande Oriente

Erano gli anni del Liceo. Il Caso volle che in libreria comprassi il Tao Te Ching, affascinato dal sapore d’Oriente. Cominciai la lettura dell’I Ching più o meno nello stesso periodo. Successivamente, dopo averlo sentito citare in un film, acquistai l’Arte della Guerra. Ero molto interessato alle discipline e alle tradizioni del Sol Levante. Le sentivo complementari, rispetto alla realtà in cui ero immerso.

Nemmeno al Classico si studia, a meno che non siete particolarmente fortunati col professore.
Ma una vita dedicata allo studio solo di una faccia della medaglia, ti impedisce, non solo di sapere come è fatta l’altra, ma anche di sapere com’è fatta la medaglia.

Il perchè dell’interesse per i miei studi spontanei alternativi è difficile da spiegare. Se scandaglio la mia vita da dove ho memoria, non trovo qualcosa che possa giustificarlo, che sia cultura, educazione, stimoli esterni vari, ecc.

Perchè ho continuato su questo sentiero? Quei libri, quali corde facevano vibrare? Perchè quelle corde erano lì? Perchè di tutto quello che ho avuto la possibilità di fare, al resto non ho dato lo stesso peso?

Un momento di pausa spirituale

Nel periodo universitario c’è stato un allontanamento da queste tematiche, rimaste a sedimentare. Seriamente impegnato e soddisfatto dell’aver potuto finalmente scegliere, mi sono tuffato negli studi matematico-informatici.
Il mio periodo è stato quello che ha visto il passaggio al 3+2 e l’esplosione di corsi di studio di ogni genere. Si è andata creando una tale differenziazione e specializzazione lungi dal potersi chiamare ancora Università: è tutto tranne che qualcosa di universale!

Ma è stato proprio il computer che mi ha permesso di proseguire ed approfondire le mie ricerche. Con una certa facilità da un lato, ma con un enorme sforzo di discernimento e selezione. L’arma a doppio taglio che internet rappresenta.

Ho chiuso con l’Università dopo il triennio, sentivo che se continuavo avrei sacrificato 2 anni di vita per farmi preparare meglio al sadomasochista mondo del lavoro. Nei 3 anni successivi ho vissuto la follia collettiva del mondo del lavoro. Il problema non è il lavoro in sè; in fattoria si lavora continuamente, ma è ben diverso.

L’ambito dei beni primari di consumo ha una sua solidità, una sua ragion d’essere. Parallelo c’è un mondo di prodotti e servizi di cui potresti fare a meno dall’oggi al domani, arrivando al dopo domani già dimentico del cosa avevi acquistato.
Il settore di alcuni servizi ha generato una proliferazione virulenta di centralinisti e commerciali! Ogni giorno andare in giro, dopo aver imparato 4 fregnacce sull’oggetto da rifilare, come fosse la soluzione a tutti i problemi della vita, ricevendo l’80% di no, miscelato ad una discreta percentuale di insulti, per tornare a casa spesso stressati e frustrati. Un vero peccato.

Quello che ho visto in questa parentesi di altrove mi ha fatto sempre pensare a Dante:

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Segue con la seconda parte … 🙂

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