La filosofia in Felpa Gialla – parte 2

In Filosofia

immagine: http://jamestylersblog.wordpress.com/2012/07/24/the-ayahuasca-experiment/

Segue dalla prima parte

La società è cambiata molto in poco tempo. Si dice spesso: “Si stava meglio quando si stava peggio“. Confrontandosi con un amico o un parente, si ribatte l’un l’altro, con sicurezza: <<Il problema è…blablabla>> o <<Il punto è…blablabla>>. Si ha sempre la soluzione ed è sempre migliore di quella dell’altro. Ci si saluta e si torna a casa più forti della propria impotenza, e la tv è accesa lì per darci ragione e conferma.
Se tutti vediamo il problema, non c’è ragione di farlo divenire normalità. Anche solo nel tentare di risolverlo diveniamo strumento evolutivo per noi stessi e per l’umanità intera. E nella coscienza di questa evoluzione non si penserà più che si stava meglio quando si stava peggio.

La soluzione giusta

In Italia convivono milioni di persone. Per quanto questo sistema si mostri squilibrato, ha il suo equilibrio, che permette a moltissimi di vivere, diciamo “in pace“. Ogni uomo che con le proprie azioni ne permette la continuità, anche se spinto solo da interessi personali, dentro di sè si sente soggetto garante di questa “pace. E a tutti gli effetti lo è, anche del bene e del male che sta preservando.

Si può fare di meglio? Per la Svizzera molte delle nostre problematiche sono inesistenti o risolte. Un libro li prendeva in giro: essendo tutto così perfetto, dalla Svizzera non sono sbocciati numerosi geni, proprio perchè nessun cervello è stato stimolato a risolvere problemi. E di loro ci si ricorda solo di: orologi a cucù, cioccolato e coltellini. Il loro sistema scolastico facilita lo stroncamento di menti che “pensano fuori dal coro”, perchè il mantenimento dello status quo richiede un livellamento di pensiero. Eppure, quella loro costanza e affidabilità è invidiabile.

Ci vogliono dei cervelli interessanti per tirare su e mantenere un sistema del genere (chissà che non fossero italiani emigrati 😛 )

Prendiamo spunto dal meglio che può offrire, invece di buttare tutto. Se c’è voglia di cambiare, si cambia. Se quello che cerchiamo, non solo è raggiungibile, ma è già stato raggiunto, ci mangeremo i gomiti per ogni minuto perso a dire <<Il problema è…blablabla>>.
Avremo sempre qualcosa da migliorare, ci nutriamo di evoluzione. Non c’è una soluzione giusta definitiva. Il giusto è evolvere, cambiare in meglio potendo.

Ricordi dai Maestri del passato

“La magia di Zoroastro non è altro che la conoscenza delle cose divine che i re persiani insegnavano ai loro figli, perchè imparassero a reggere l’ordine politico sul modello dell’ordine del mondo.”

Platone

Gestire l’ordine delle cose e degli uomini non è da tutti. Dall’antichità uomini ispirati, saggi, sapienti, stregoni, maestri del passato curavano la crescita interiore di uomini che avrebbero retto le sorti di popoli e nazioni.
Oggi, invece di curare la parte interiore, si lavora su quella esteriore: in politica è una battaglia di marketing. Personaggi dietro le quinte curano l’immagine dei propri clienti al fine di rendere apprezzabili anche i maiali.

Dove ci siamo persi? E’ davvero necessario tutto questo?
Come un bambino deve sperimentare il bruciore scottandosi con un fornello, nonostante l’allerta dalla mamma, questo è necessario. Pensatori e cercatori della verità mangiano in ogni porto cui il pensiero conduce. Si spingono dove la massa non va.
La massa sperimenta nella vita quotidiana le idee vigenti di singoli o di gruppi di individui. Vuole solo sapere cosa deve fare e come farlo.
Grazie a Dio, singoli individui compongono la massa e tutti sono dotati di strumenti di pensiero. Nell’esatto istante in cui una certa percentuale di uomini sperimenta in coscienza la svolta per una evoluzione, questa avviene per tutti.

Segue con la terza parte:)

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