Dalle librerie domestiche delle fattorie

In Collistanza, Natura

Ogni azienda agricola che visito ha una libreria ricca di libri interessantissimi. Purtroppo non ho il tempo di leggere tutti i testi che mi intrigano, ma cerco sempre di buttarci un occhio quando posso.

Nel manuale di autoproduzione delle sementi, intitolato “un seme, un ambiente”, Marco Accorti fa una importante introduzione, parlando di civiltà scomparse per aver spinto lo sviluppo oltre la compatibilità con le risorse ambientali.

“Oggi, immersi in una tecnologia tanto avanzata da risultarci spesso incomprensibile, affacciati su piazze virtuali tanto vaste da comunicarci un senso di vertigine, abitanti quel villaggio globale che ci vede più sudditi che cittadini, siamo ancora una volta a fare i conti con la nostra inadeguatezza, ancora una volta foriera d’imprevidenza. Stiamo per cancellare una cultura millenaria per barattarla con un futuro di degrado ambientale, di sperpero delle risorse, di perdita di diversità biologica.

Ancora una volta l’uomo sembra aver dimenticato che non c’è progresso senza radici.”

Questo libro è una iniziativa che vede partecipare il consiglio nazionale delle ricerche, il dipartimento agricoltura e foreste della toscana, la regione e la giunta regionale.

“In condizioni di forte riduzione del patrimonio genetico vegetale delle culture agrarie è molto importante cercare di salvaguardare le vecchie cultivar recuperate.[…] Nel corso della ricerca, la cosa che forse ci ha più stupito è stata la competenza, la capacità di osservazione e la passione con cui gli agricoltori riproducono e selezionano le proprie sementi, spesso tramandate da generazioni.”

La cultura che si perde nel tempo

Specie vegetali (e animali), non sono l’unica cosa che stiamo perdendo. Due settimane fa, Rosa (imprenditore agricolo qui a Collistanza), era in paese: siamo a metà luglio, un vecchino alza gli occhi al cielo e fa <<mmm, mi sa che oggi grandina, conviene coprire il raccolto>>. Uno se lo guarda con aria un po’ scettica e fa: <<Figuriamoci se di questo periodo grandina!>>. C’è stata una sassaiola!

Stiamo perdendo anche questo: capacità, conoscenze e consapevolezze sviluppate in vite intere. I nostri nonni avevano ancora qualche contatto attivo con la terra; l’Italia vedeva agricoltura e allevamenti come attività principali. Poi, dopoguerra, fugone dalle campagne, surfata dell’onda della crescita, sviluppo tumorale del turbo-capitalismo e del neoliberismo, profeti inascoltati di ogni genere in ogni ambito…e ciò che era stato detto è successo, e ancora avviene.

In campagna i figli hanno il rifiuto (arrivano ad acquistare al supermercato la stessa frutta che cresce rigogliosa sui propri alberi), perchè ricordano un faticoso lavoro sui campi. Le scuole, le Università, sono inadeguate: vendono pacchetti di conoscenze che non hanno più mercato o sono superate.

Nei prossimi anni avremo buchi di coscienza e consapevolezza nei ragazzi, incapaci di far fronte alla realtà, circondati da stimoli mediatici scadenti e mediocri.

“Le specie vegetali e animali che fino ad oggi sono state descritte assommano a circa 1,4 milioni. Di queste 250.000 sono piante. […] Sebbene le foreste tropicali si estendano solo sul 7% del pianeta, esse contengono più della metà delle specie presenti nell’ecosistema.

In questi ultimi anni le foreste sono state distrutte ad un ritmo elevatissimo. […]

Le specie vegetali che forniscono alimenti alla popolazione umana si sono drasticamente ridotte in quest’ultimo secolo. Attualmente l’uomo ottiene l’85% dei propri alimenti da appena 20 specie, e il 75% di questi solo da 3 specie: mais, grano e riso. […]

Risultano disponibili almeno oltre 75.000 piante che possono essere consumante dall’uomo e molte di queste hanno caratteristiche alimentari superiori a quelle comunemente usate.”

Invertire la tendenza o creare la nuova tendenza

Queste, che lette così appaiono come brutte notizie, una volta presone atto, diventano opportunità, possibilità di reale evoluzione, perchè siamo in tempo per intervenire.

L’alimentazione è cruciale: il cibo influenza il corpo e la mente; la mente ha potere sul corpo e in parte sullo spirito; se lo spirito è oscurato, si imbastardisce, questa trinità barcolla e pian piano viene meno. Tutto si ammala.

Siamo convinti di usare solo una piccola percentuale delle nostre capacità cerebrali. Se mangiamo cibo scadente, inadatto e ci circondiamo di stimoli sensoriali di basso livello, come pensiamo di poter attuare le reali potenzialità di cui siamo dotati? Accecati per nostra stessa volontà, non conosceremo mai la luce.

“Circa 119 principi attivi estratti dalle piante vengono comunemente usati in medicina a livello mondiale.”

E prendo questo spunto per introdurre un altro libro, “l’utilizzo delle erbe aromatiche in agricoltura”, di Franz Lipper.

“Nel passaggio da prato naturale a prato coltivato si sono persi molti fiori colorati. La scomparsa di infiniti fiori, erbe e arbusti dai campi ha danneggiato notevolmente anche il regno animale. […] Uccelli e altri animali utili sono diminuiti a svantaggio del contadino. […] Nella natura tutto è in azione reciproca.

Anche la salute di vitelli, pecore e cavalli lasciava a desiderare.”

Quando le api si spostano di fiore in fiore, oltre ad impollinare, si portano dietro un saccaromiceto, che svolge l’importante funzione di costruire proteine da alimenti (composti azotati) non contenenti proteine. Nei prati coltivati questo manca: nel rumine “questa carenza può portare anche alla sterilità”.

Tutto è uno splendido concerto egregiamente orchestrato, la cui musica non sappiamo apprezzare. In questi posti, mi accorgo sempre più di come ogni azione, ogni passo, ogni mio intervento alteri questa musica. Dove gli animali sono integrati e si muovono con grazia, noi sembriamo carri armati in una cristalleria. E proprio per questo motivo, abbiamo una grande responsabilità di fronte a tutto e, come prima cosa, dobbiamo muoverci con cautela.

“Chi vuole avere idea del valore di un fieno aromatico e curativo, guardi un pascolo alpino, dove vi è un eccesso di tali piante”. Si riferisce alle erbe aromatiche (quasi sempre mediche).

“Qui sono le vere farmacie (farm, in inglese fattoria! cit. Annapia della fattoria biodinamica di Viterbo) naturali e possiamo riconoscere come proceda la natura per formare le forze curative.”

“Nessuno contesterà che in un’aria aromatica si può respirare più profondamente del solito e ci si sente più freschi e vivificati”.

L’aria di città è cancerogena. Per quale motivo dovresti vivere in un ambiente malsano? Che futuro stai costruendo, che presente stai vivendo?

Mi fermo, che si è fatto tardi. Ho così tanti libri interessanti e stimolanti sotto mano, vorrei condividere tutto! Chissà se avete trovato il coraggio di arrivare fino in fondo. Buonanotte.

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