Corso Survival: ri-accendere il fuoco

In Filosofia, Natura

Avevo terminato ieri questo articolo e dovevo pubblicarlo questa mattina. Stanotte il terremoto. Aggiungo questa breve introduzione. Questo weekend ho fatto un corso Survival in natura, proprio nella zona dell’odierno sisma. Domenica si era anche parlato di terremoti e della loro imprevedibilità. Ed erano un paio di giorni che ci riflettevo su. Pensare inoltre che proprio ieri stavo leggendo sul manuale di sopravvivenza (mi era capitata la pagina sfogliando in maniera casuale) il capitolo intitolato “come fuggire dalla propria casa“. Svegliato di soprassalto stanotte, queste coincidenze mi hanno destabilizzato più della scossa stessa.
Il luogo e la scuola di Survival hanno sentito bene la scossa, sono a soli 20 km dall’epicentro, ma non hanno subito danni e le persone stanno bene.

Un augurio ai soccorsi e una preghiera per coloro che stanno vivendo la tragedia direttamente.

Ero titubante se pubblicare ancora questo articolo perchè mi sembrava in questa giornata come di spostare l’attenzione, ma nei miei articoli cerco sempre di veicolare dei messaggi per la vita, e in questo caso, sento le cose affini. Forse oggi ci può essere anche una maggiore apertura di cuore.

Corso Survival: nuovo ambiente, nuovi incontri

Armato del minimo indispensabile, insieme ad una decina di nuovi amici conosciuti sul posto, ci siamo messi un po’ in discussione in questo corso Survival: tecniche primitive di accensione del fuoco, kit di sopravvivenza, sicurezza per fare un campo, orientamento ed esplorazione, riconoscimento piante ed introduzione alle tracce degli animali, ecc.

Prima di tornare a casa, mi è stato chiesto quali fossero le mie aspettative sul corso e cosa ho effettivamente incontrato. Lì per lì non ho risposto, perchè a me piace ponderare sulle cose dopo averle vissute, riflettere portando con me sia le prime sensazioni, sia il frutto di ragionamenti successivi. Posso dire che le mie aspettative sono state soddisfatte, mi ero fatto un’idea di quello che avrei incontrato e tutto ha combaciato, ma ci sono state alcune esperienze uniche da condividere.

La rivincita sulla routine

E’ impressionante come, nonostante le abitudini quotidiane portino il fisico a sincronizzarsi con i nostri appuntamenti fissi di ogni giorno (in primis orari di lavoro, sport, sonno, pasti e bagno), nel momento in cui sei immerso, anche solo mentalmente, in un contesto di sopravvivenza (anche se si tratta di un primo corso in ambiente molto controllato e sicuro), se rimani rilassato e sereno con il pensiero, il corpo diventa immediatamente elastico e disponibile a riadattarsi per affrontare ogni cosa sconosciuta che può avvenire ed essere pronto a gestirla efficacemente.

Questa almeno è stata una delle sensazioni che ho provato. Uno dei fattori cardine, forse il fattore principe, nel survival, è lo stato mentale. In un survival di successo torni cosciente che sei stato tu a gestire la situazione e non la situazione a gestire te.

Lavoro di squadra

Durante il corso Survival c’è stata un’escursione semi-notturna: lanciate in una prova stile orienteering (sport del sapersi spostare su terreni sconosciuti, servendosi solo della bussola e della mappa, nel minor tempo e passando per dei posti di controllo), ho visto le persone unirsi più che in tante altre occasioni conviviali del weekend. L’obiettivo era uno: raggiungere un punto sulla mappa entrando in un bosco sonosciuto.
Eravamo in sette, tutti diversi, con età che andavano dai 20 ai 45, con capacità fisiche e caratteri differenti. E’ nato qualcosa di unico anche qui: uniti da una volontà, una missione, il gruppo eterogeneo è diventato un singolo organismo.
Le scelte sui percorsi da intraprendere e sui sentieri da solcare sono sempre state convidise, discusse, ragionate spontaneamente e senza arroganza, perchè anche il lato oscuro si piega quando il bene da raggiungere è un’esigenza di tutti ed il viaggio è condiviso. In questo io ci ho visto la manifestazione dell’evoluzione umana.
Una spontanea forma di sana democrazia, che ci ha portato a raggiungere la meta con assoluta serenità, magari con qualche minuto in più del possibile…e goderci lo splendido panorama su Leonessa (peccato le foto non rendano).

Minimo sforzo, massimo rendimento

Ho ritrovato nel corso Survival questo sano principio, che è parte di me (fin dagli studi scolastici…non ditelo ai miei insegnanti!) : minimo sforzo, minimo costo, minimo dispendio energetico, per ottenere il maggior rendimento o beneficio possibile. Questo principio è intrinseco nella natura. Chi lo comprende lascerà un’impronta molto pulita in questa casa che chiamiamo pianeta Terra…o su questa Terra che chiamiamo casa. Chi riuscirà a padroneggiarlo sarà addirittura in grado di invertire cause di sfruttamento in sistemi produttivi ecosostenibili. Oggi è la nostra massima sfida come umanità unita nella vita e nell’essere.

bacche di corniolo o crugnolo

Sopravvivenza e Permacultura

Cosa c’entra un corso Survival con la Permacultura? Le due cose sono fortemente intrecciate. Fate innanzitutto molta attenzione al termine sopravvivenza. Siamo abituati a sentire dire: “Come stai?”. E in risposta: “eh…si tira avanti, si sopravvive”. Abbiamo distorto la parola dandogli un tono di tristezza. Ma il termine sopravvivenza significa “vivere più a lungo. Vivere oltre le aspettative. Rimanere in vita dopo un evento”. Sopravvivere significa glorificare la vita!
Se mi avete seguito in questi anni e siete venuti a contatto anche solo tramite internet con qualche progetto di Permacultura, avrete capito il nesso.

In Permacultura progettiamo e realizziamo insediamenti umani ecosostenibili. Di fronte alla coscienza del fatto che la nostra società attualmente è una società di consumo e sfruttamento senza rinnovo delle risorse del pianeta e degli uomini, potete dedurre perchè in questa società per lo più ci si lamenti e perchè di fatto non sia possibile sopravvivere, nel suo significato originario.

Alcuni rispondono: “ma guarda che grazie al progresso viviamo di più di prima!”. A parte che questa affermazione sta mostrando segni di cedimento (l’aspettativa di vita degli italiani è in calo), e lasciando da parte la qualità della vita dopo una certa età considerate il tipo di malattie che questo progresso ha creato come effetto collaterale…l’errore tipico di chi parla così è che non conosce la Permacultura o la ritiene solo un modo di tornare al passato. E’ invece un modo di prendere tutto quello che si sa, di buono e di sbagliato, di campagnolo e cittadino, di retrogrado e di futuristico, ed andare avanti nel migliore dei modi forti di tutta l’esperienza acquisita, dei successi e dei fallimenti.

Quello che meno aggrada i più, è che bisogna cambiare abitudini e rimboccarsi le maniche! Ma tranquilli, come dicevo nel paragrafo precedente, in una buona progettazione ogni piccolo sforzo che farete sarà orientato al massimo rendimento 😉

Campi natura e corso survival

Campi natura per ragazzi, corso Survival, sport, discipline, tecniche…sono fondamentalmente occasioni di prendersi un momento della propria vita per osservarla da un punto di vista diverso. Per alcuni l’esperienza è terminata lì, mentre per altri è stata una scintilla che ha acceso qualcosa. Il corso in questione è stato tenuto da Marco Priori e Alice Centioni, fondatori della Scuola Survival Redfox.

E non è affatto un caso se uno dei primi insegnamenti è proprio accendere un fuoco senza strumenti “di comodo”…il fuoco di cui si parla non è solo quello fisico. Quel fuoco che dobbiamo imparare a riaccendere è dentro di noi, è una grandissima sfida, e la fiamma è sempre pronta a partire, anche quando meno ve lo aspettate e soprattutto nei momenti più bui, dove anche una piccola scintilla è in grado di lacerare l’oscurità.



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