Compagni di campagna…24/7

In Campagna

immagine: http://www.zingarate.com/virtual/idee-di-viaggio/compagni-di-viaggio.html

Il più bello, e al tempo stesso, il più temuto aspetto delle sfide di campagna: il vicinato, la relazione, l’amicizia, l’amore. Spero non con troppa difficoltà di riuscire a darvi almeno un’idea di cosa significa il partner in campagna, parallelamente a cosa significa un partner in città.

Studi di comunicazione affermano che in una coppia, dopo 50 anni di matrimonio, è tanto se ci si conosce al 40% (fonti da appunti universitari. Se sballo le cifre chiedo venia, ma quello che intendo si capisce).

Cosa significa essere amici, amanti, conoscenti, partner, compagni? Oggi è un po’ diverso da poche decine di anni fa (crisi varie, divorzi, sex and the city), ma in generale, ad un certo punto, si incontra nella vita qualcuno con cui si comincia un viaggio, un percorso, tenendosi stretti per mano.

Un amico mi diceva che dopo 35 anni di matrimonio, a volte gli sembra di avere uno sconosciuto in casa! E credo che con la fretta su cui si basa la routine quotidiana odierna, questa sensazione non possa che aumentare.

La famiglia

Tanto perchè ultimamente ci dilettiamo a ricordare i diritti umani…dall’articolo 16 dei diritti umani:

1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia […]

3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha il diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Dalla carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, articolo 33:

2. Al fine di poter conciliare vita familiare e vita professionale, ogni individuo ha il diritto di essere tutelato contro il licenziamento per un motivo legato alla maternità e il diritto a un congedo di maternità retribuito e a un congedo parentale dopo la nascita o l’adozione di un figlio.

Insomma: la famiglia è un nucleo naturale e fondamentale della società.

Ma come vivono i coniugi oggi la giornata? Come alimentano quel nucleo fondamentale? Come favorisce e tutela quel nucleo la società moderna? A che età si hanno i figli?
Non serve che sollevo polemiche, perchè tutti voi sapete ben rispondere a queste domande, e molti vorrebbero veder fiorire nella sola e semplice gioia quell’unità.

Gli ultimi 20 anni hanno deviato la nostra attenzione dalle cose fondamentali.
Nella iperstimolazione finanziaria e commerciale si sono logorate le basi della società e tutti ne stiamo pagando le conseguenze. L’intera economia ripartirà quando al centro della stessa sarà posto l’uomo: perchè niente di ciò che è artificio (fisico, mentale, legale), è quello che è, senza l’uomo. L’uomo è il disponente, l’amministratore e il beneficiario.

Per tornare al livello di compenetrazione spirituale tra partner, la vita cittadina attuale scinde il nucleo, riducendo la comunione allo svegliarsi in orari diversi e dirsi mezzi rincoglioniti dal sonno un ciao e al ri-incrociarsi la sera per un pasto e qualche ora di tv. E se si riesce a parlare, si scarica il proprio stress sull’altro, che ha scelto di essere lì anche per questo, ma certo non solo per questo! Per non parlare di chi si porta il lavoro a casa anche nel weekend, perchè costretto dalla necessità.

Quanta voglia c’è di stare insieme? Quanto ci si può conoscere ed esplorare l’un l’altro? Se si pensa che un periodo di convivenza fra le mura aiuti a capire se si vogliono fare dei passi insieme, con quei pressupposti, si sbaglia: l’esperienza è falsata e non veritiera.
E come diceva quel mio amico, col passare del tempo, ci si trova a fianco uno sconosciuto…e così è anche per lui.

In campagna

Un aneddoto di vicinato ed economia:

“Ci si conosceva fra tutti gli agriturismi e ci si passava i clienti. Si facevano incontri al mese tra tutti per crescere insieme.”

E poi, quando ad uno va particolarmente bene, si crea il divario, si mettono in mezzo il business, l’avarizia, l’invidia e altri interessi personali. E la crescita umana e del territorio si incarta.

Per quanto riguarda la vita rurale di coppia:

“La relazione è messa alla prova tantissimo. I due si confrontano su tutti i problemi…e purtroppo spesso solo con quelli.”

24/7 nel titolo significa 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana. Veri compagni di campagna.
Il tuo partner è il tuo compagno in tutto. E’ il tuo referente reale. Mentre in città ad esempio il tuo referente maggioritario potrebbe essere anche un buon amico.

Il progetto di vita comune è ciò che è il fuoco, il centro, la via, la direzione. In campagna si sceglie il vero compagno della vita, con tutto quello che porta e che comporta.

“Le coppie prive di un progetto di vita comune sono scoppiate. Ci si può trovare in una trappola pazzesca, il rischio è altissimo.”

Questi progetti sono importanti, lenti e profondi. Non possono essere smontati dall’oggi al domani. Se metti su un’azienda in campagna non sperare di venderla in un anno, potrebbero anche volercene 10…e nel frattempo che fai? Separati in casa?

Qui sì che si può parlare di nucleo. Non può essere diversamente. Come in quei film dove dei naufraghi si ritrovano su un’isola deserta, è solo la collaborazione che permette la sopravvivenza.
Ovviamente la campagna non è un’isola deserta (lasciando da parte i problemi di desertificazione) e non ci si trova in mezzo a dei totali sconosciuti (anche se ci sono stati progetti andati bene nati tra totali sconosciuti), ma è richiesta una fortissima coscienza e volontà. La relazione non può fermarsi al primo stadio, ma deve passare a livelli più alti e profondi.

E’ una vera sfida, vinta la quale, resta ben poco a poterti fermare.

Conclusione

Con questo articolo si chiude la serie di articoli che in questi mesi ho dedicato alle sfide in campagna. Potete cercare i precedenti nel sito o navigare in mezzo agli articoli stessi, che si rimandano fra loro.
Ho avuto notevoli riscontri positivi e apprezzamenti per questi testi. Sono molto soddisfatto. So di aver parlato di cose che raramente vengono messe in luce e sento che molti di coloro che hanno già fatto questo percorso di vita in campagna le condividono (in gran parte, magari non in toto).

Si trovano tanti maestri e corsi per imparare cose, ma poche volte si trovano persone che aprono la loro vita e la loro esperienza agli altri, non per raccontare per forza la propria storia, ma perchè vedono negli occhi dell’ascoltatore quella scintilla che avevano anche loro. E queste storie di esperienze personali e di vita degli uomini che mi hanno ospitato in questo anno di viaggio, sono una mano che si avvicina, ci afferra e ci accompagna per quei primi duri gradini del cambiamento.
E alla fine di quella scala, altro non si è che maestri di vita, della propria vita, unica e irripetibile, e patrimonio dell’umanità.

Grazie per esserti dedicato alla lettura di questi articoli 🙂

Le parti in grigio sono citazioni di L.V.

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