Come realizzare una fattoria familiare indipendente

In Campagna, Persone

Immagine: https://www.indiegogo.com/projects/grow-an-indipendent-family-farm#/gallery

Ci vuole del tempo a far capire che stare in campagna non significa solo coltivare ettari di grano o gestire un allevamento di centinaia di mucche, o produrre per forza qualcosa da vendere da qualche parte, o in quale mercato rionale uno smercerà i propri prodotti.

L’approccio da imprenditore agricolo non è quello che mi interessa.
Mi dicono allora: ma allora cosa vai a fare in campagna?
ahah, bella domanda, non me l’ero ancora posta 😛

Ma questo è un po’ come chiedere al primo che incontri come si chiama e che lavoro fa: c’è ben altro dietro. Nella visione cittadina della campagna, della vita in natura, tante cose vengono date per scontate, ma solo perchè non si conoscono le altre.

Ormai in tutto il mondo ci sono esempi di uomini, o famiglie, che hanno trovato il loro equilibrio nell’incontro con la terra e la natura. Messi ogni giorno alla prova, hanno trasformato quell’ambiente, in sinergia con la vita che li circonda, lo hanno modellato, seguendo gli stimoli, i tempi e gli schemi naturali, per adattarlo alle loro esigenze. Non per sfruttarlo al fine di vendere qualcosa al mercato, anche se il surplus trova spesso questo sbocco, ma prima di tutto perchè in sintonia ed armonia con chi sono.

Nicola Savio, di orto di carta, anni fa si presentava così:

“cialtrone nell’orto…giocando con il fango, la permacultura, l’agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin”

Oggi quel Nicola scrive:

Coltivare cibo di alta qualità per la nostra famiglia e per la comunità locale in modo ecologico, sostenibile, senza uso di combustibili fossili e senza danneggiare noi stesi ed il pianeta.
Questo è stato il concetto base che ha guidato il nostro viaggio nel mondo delle micro-fattorie negli ultimi dieci anni.
Dopo dieci anni di studio, libri, prove ed errori, corsi, mani sporche e ginocchia sbucciate su terreni in affitto, abbiamo raggiunto due obbiettivi fondamentali:

Siamo riusciti ad acquistare 11.000 mq di pianura fluviale a Lessolo (To). Ai confini con la Val d’Aosta nei pressi di Ivrea.
Abbiamo raccolto una ‘tool-box’ condivisibile completa di strumenti di progettazione, pianificazione, gestione e lavorazione.”

Qualche giorno fa Nicola ha lanciato una raccolta fondi (campagna crowdfunding) per riuscire a portare le sue esperienze a quel numero ogni anno crescente di persone che stanno mettendo in discussione la qualità della propria vita e stanno riscoprendo la campagna e la natura.

“Siamo una microfattoria famigliare indipendente. Questo significa che non possiamo (e non ci interessa come modello imprenditoriale…) accedere a prestiti bancari o a finanziamenti della Comunità Europea, perché lavorando con una semplice IVA agricola, in regime di esenzione, siamo troppo piccoli per poter essere considerati Imprenditori Agricoli.”

Pensare che proprio queste esperienze, queste sperimentazioni, son quelle che dovrebbero essere sostenute da comuni, regioni, Stato, UE…perchè non si cerca il denaro, ma si fatica per l’uomo, per l’ambiente, consapevoli di come il mondo e oggi, di tutti i problemi presenti, e coscienti dell’importanza di fare oggi le scelte giuste.

“Siamo convinti che una microfattoria famigliare indipendente possa essere, in questo modo, economicamente sostenibile e che debba ricercare forme sociali di copartecipazione e corresponsabilità per fondare la propria partenza.”

Con questa raccolta fondi, Nicola punta a realizzare il primo progetto esportabile di micro-fattoria sostenibile completo di tecniche e soluzioni open source, e quindi rispondere al titolo di questo articolo: come realizzare una fattoria familiare indipendente.

La vita moderna, gli impegni quotidiani non vi permettono di dedicarvi direttamente a quello che vorreste per voi stessi. Beh, sappiate che tanti si stanno lanciando e stanno realizzando con successo quelli che per voi ora sono sogni.
Io sono convinto che questa sia la direzione da prendere. Visitate la pagina della campagna crowdfunding per approfondire e scoprire ogni dettaglio. Potete scegliere come contribuire e voi stessi diverrete le fondamenta per la vostra svolta. Se sentite che risuona in voi, fatelo. E se anche Nicola riuscirà nel suo intento, un importante passo in avanti per molti sarà fatto.

https://www.indiegogo.com/projects/grow-an-indipendent-family-farm#/

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5 Comments

    • Ciao Daniela, molto dipende dallo stadio in cui sei. Se è solo una idea o se hai già le idee chiare. Se è solo una idea, io ti consiglio di visitare e lavorare un periodo come wwoofer per capire cosa c’è in giro e sporcarti un po’ le mani. Se hai già una terra di famiglia parti sicuramente avvantaggiata e avrai buoni contatti con le realtà del territorio, in primis la disponibilità e l’elasticità del tuo comune quando si tratta di ristrutturare o realizzare qualcosa.
      Per avere alcuni confronti con cosa significa una vita del genere potresti entrare in contatto e fare qualche domanda a Nicola, di cui parlo in questo articolo. Poi c’è Francesco Rosso, con la sua fattoria dell’autosufficienza, in cui convoglia gli sforzi che derivano da MacroLibrarsi. E ancora l’Azienda Agricola Pachamama, dalla Sardegna: due ragazzi che fanno video in cui condividono la loro vita quotidiana. Li trovi su Youtube. Nei video recenti (marzo-aprile 2019), trovi importanti riflessioni economiche in merito.
      Se parti da zero, senza conoscenze agricole nè esperienze pregresse, sarà molto difficile innescare la miccia. Puoi scegliere di lanciarti in una nuova vita da imprenditore agricolo, facendoti aiutare da un agronomo di fiducia, oppure, se ti muovi da privato, devi investire tue risorse. I terreni si possono prendere in comodato d’uso, tramite la Chiesa, tramite amici, in affitto, o comprarli. Se non sei convinta di quello che fai, muoviti con cautela. L’agricoltura sfama, ma non paga, o comunque non senza la Fatica con la F maiuscola 😉
      Se infine, hai già una vita e un lavoro, che possono essere spostati in campagna o in una casetta fuori città con un bel giardino o un piccolo terreno, prima di stravolgere la tua vita, puoi anche pensare semplicemente di traslocare per vivere più immersa nella natura e prenderti cura del tuo piccolo angolo di Paradiso, magari seguendo i principi di sostenibilità e Permacultura.

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