Capo Seattle degli Suquamish. Natura è casa

In Persone

immagine: http://jamesayers.com/prints-and-giclees/limited-edition-prints/tatanka-iyotake-print/

I nativi americani sono sempre di grande ispirazione quando si pensa al loro rapporto con la natura e con l’ambiente. Nella nostra cultura occidentale, quello che noi chiamiamo sviluppo ha perso di vista la cura di ciò che naturalmente ci circondava. Se poteva essere considerata una casa, la natura è poi diventata oggetto di puro e semplice sfruttamento. Oggi in certi casi diventa quasi un disturbo: quando le leggi tutelano i parchi e i costruttori non possono speculare, quando una radice alza il manto stradale, quando siamo contornati da zanzare o piccioni nelle città, quando bisogna ripulire un bosco o un terreno dalle malerbe. E’ passata ai nostri occhi dall’altro lato della trincea. Abbiamo trasformato la natura da madre a invasore.
Capo Seattle degli Suquamish:

“Le nostre usanze sono diverse dalle vostre. Le vostre città sembrano nere verruche sulla faccia della terra. Il rumore sembra perforare le orecchie.

Io preferisco il vento che dardeggia sulla superficie di uno stagno e il profumo del vento stesso, purificato da uno scroscio di pioggia a mezzogiorno. L’aria è preziosa perchè tutti condividiamo lo stesso respiro, partecipiamo tutti dello stesso respiro.
L’uomo bianco non si preoccupa dell’aria fetida che respira. Come un uomo che ormai soffre da molti giorni, è insensibile al tanfo.

Tutte le cose sono collegate. Tutto ciò che accade alla terra accade ai figli e alle figlie della terra.”

Capo Seattle degli Suquamish, 1853

Finchè c’è vita c’è speranza

C’è una crescente sensibilità nei confronti della natura e dell’ambiente. Alcuni di noi la sentono appena appena e magari smettono di buttare le cicche per strada, perchè si comincia dalle piccole cose; altri fanno scelte di vita alimentari radicali, e altri ancora scelgono di vivere immersi nella campagna.
Non abbiamo la sensibilità dei nativi o del Capo Seattle, non abbiamo la cultura, le abitudini nè lo stile di vita. Non abbiamo più le competenze per poter trascorrere un’esistenza di quel tipo…non che questa sia la Via maestra.
A noi è chiesto ora di muovere i passi in una nuova direzione, coadiuvati dall’esperienza costruita in campo tecnico-scientifico, che ben usata può aiutarci.

L’uomo sta cambiando e questo pone le condizioni di un cambiamento per il mondo, per il pianeta, e di un salto di coscienza per l’umanità.

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