Costa Rica, giorno 7. Sul bus per Monteverde

In Costa Rica, Natura

Siamo sul bus per andare a Monteverde. Partiti da Playas de Coco, ci hanno accompagnato a Liberia e da lì un bus fino a La Irma, dove si cambia per Monteverde. Quando prendi questo bus, nel primo pomeriggio e impieghi 3 ore mentre ne basterebbe 1, ti rendi conto del perchè.

Una fermata a Las Juntas

piazzale parco las juntas costa rica
Immagine: Google Street View

All’inizio una prima fermata all’interno di un paesino, molto carino, Las Juntas: strade fatte di mattoncini, case e negozietti addossati gli uni alle altre, tutte colorate, sviluppate su un solo piano e immerse nella natura. Grande cura posta ai balconi e tutta la parte floreale. Un paese molto vissuto, dai bambini agli anziani, vedi tanta gente in strada. I bambini in particolare fanno effetto, perchè da noi non ne vedi che giocano e corrono per strada…2 minuti e sarebbero sotto una macchina.

un panorama di monteverde

Il bus è lentissimo. Uscito da questo paesino comincia una lunga e lenta salita. Sembra di stare su un trattore. Il bus fa una difficoltà imbarazzante a salire. La strada è strettissima: ci entra lui più un metro. Non si sa come fanno, ogni tanto vengono giù jeep, auto, altri pullman, e nei punti più improbabili, si sfiorano tangenti al bordo di precipizi.
Il paesaggio si snoda fra colline, monti, burroni, vallate, coltivazioni e piantagioni varie. Il verde domina incontrastato, mostrandosi in tutte le sue possibili tonalità.

tramonto a monteverde

Andiamo verso il tramonto. Anche i colori del cielo sono memorabili. Il più bel documentario, il miglior TV 4K, la più avanzata tecnologia VR non possono offrirti tutto questo. Riesci vagamente a cogliere. Quando sei qui, gli odori, i colori, i profumi, sono reali, intensi, l’aria che ti riempie i polmoni…

L’aria è un indicatore di salubrità

In Costa Rica c’è tanta natura e pochi abitanti, ma la concentrazione nelle città, le molte auto, l’uso di veicoli pesanti, la grande movimentazione su gomma, inquinano l’aria; l’umidità peggiora la sensazione, rendendola più pesante.
Verso Monteverde invece l’aria è pulita. Si sente che stiamo salendo e andiamo verso la montagna. Lungo il tragitto incontri le case come il contagocce, e compaiono solo quando ci passi davanti. Rimangono nascoste dalla vegetazione. Cominci a vedere un piccolo recinto, e poi queste casette molto semplici, con tetti in lamiera e forse muratura. C’è giusto la struttura portante, pochissima muratura e tante finestre: non hanno bisogno di proteggersi come noi dalle stagioni fredde.

Ecosostenibilità e gli spostamenti col diesel

Sul pullman per monteverde

Questo paesaggio mi fa tornare in mente la questione dell’ecosostenibilità. Noi siamo su un vecchio sdrucito bus inquinante, sembra un autobus dell’ATAC.

“Questo autobus manco se prende la rincorsa ce la fa a fare le salite. C’hai sempre il timore che si fermi a metà strada, a metà salita e poi non riparta più. Soffre in una maniera…è peggio di un trattorone.”

Così come i tantissimi pullman in giro, tante jeep, auto di grossa cilindrata, prevalentemente diesel. Le auto sono per lo più jeep e soprattutto giapponesi. Qualche ibrida in città.

negozio a San Josè barricato

In Costa Rica le aree sono grandi, affidate più alla cura della natura che all’intervento dell’uomo. Però dove l’uomo è presente, la sua mano si vede, anche se nelle costruzioni non c’è nulla di particolarmente sofisticato o pesante ad alto impatto su ambiente e suolo. Tante volte le strutture sono fatte con materiali di riciclo.

E’ difficile capire come il costaricano medio si interfacci con l’idea della sostenibilità. Se lui ha una visione, un obiettivo. Se tutti, come cittadini e uomini hanno un obiettivo. Come vivono questo rapporto con la natura? Va bene? Vogliono di più? La sentono come una limitazione o una nota positiva?
Non so quanto potranno cedere alla pressione consumistica americana. Il governo si è espresso esplicitamente: “diventare la prima nazione carbon neutral al mondo”.

Chi inquina di più nel mondo?

Ecco la classifica dei paesi a maggiori emissioni di CO2, ovvero i più inquinanti al mondo:

Top ten dei paesi più inquinanti in emissioni di CO2
Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_emissioni_di_CO2
  1. Stati Uniti
  2. Cina e Taiwan
  3. Russia
  4. India
  5. Giappone
  6. Germania
  7. Canada
  8. Regno Unito
  9. Corea del Sud
  10. Italia

Complimentoni all’Italia che è al decimo posto. E congratulazioni ai tedeschi, che sembrano inclini a politiche rispettose dell’ambiente, ma si attestano al sesto posto.

106. Costa Rica

207 [ultimo posto in classifica]. Niue (uno Stato insulare dell’Oceano Pacifico meridionale, sito 2.400 km a nord-est della Nuova Zelanda) è la nazione meno inquinante

Iniezioni USA

La Costa Rica lo puoi considerare un paese moderno, ma non è una modernità spinta. Trovi in alcune città le tracce delle classiche multinazionali americane. Questa presenza USA si sta allungando portando con sè le problematiche legate al consumismo e al capitalismo. Sta avvenendo soprattutto per l’ignoranza delle persone.
Bisognerà vedere come tutto questo si concili con l’obiettivo politico Costa Rica Carbon Neutral.

Ecosostenibilità, la via del compromesso

“Devo proteggere questa area, devo proteggere questi animali, l’uomo deve togliersi di mezzo. Ha già fatto danni a sufficienza.”

In Costa Rica non funziona così. Vi porto l’esempio delle tartarughe. Durante l’anno, in mesi specifici, le tartarughe depongono le uova in varie spiaggie della Costa Rica. I costaricani che monitorano sanno quante tartarughe ci sono, quante uova, in relazione alla dimensione della spiaggia.

Turtle Photo by Randall Ruiz on Unsplash
Immagine: Photo by Randall Ruiz on Unsplash

Le tartarughe depongono in due tempi. C’è una prima ondata e una seconda, che vede le tartarughe scavare e rovinare le uova deposte dalla prima ondata e i loro sforzi, per deporre le proprie. Qui in Costa Rica si è scesi a compromesso. Dopo la prima ondata, le persone sono autorizzate a raccogliere un certo quantitativo di uova. La procedura è controllata nei numeri e certificata. La quantità rimossa viene venduta come alimento. Questa quantità permette di mantenere l’equilibrio con le tartarughe, affinchè la seconda ondata abbia lo spazio per deporre, riducendo l’interferenza con la precedente.

Questo è un modo di interpretare la sostenibilità. Sappiamo che l’uomo ha fatto e fa disastri, squilibrando quotidianamente l’ecosistema terra. Ma l’intervento dell’uomo, sulle tartarughe, viene ridipinto: non viene visto come negativo a priori. La presenza dell’uomo trova un ruolo per una gestione funzionale, responsabile e di mutua convenienza.

Cinghiale Photo by Nick Karvounis on Unsplash
Immagine: Photo by Nick Karvounis on Unsplash

Penso all’Italia e al problema della diffusione dei cinghiali. Alcuni cacciatori hanno introdotto una specie di cinghiale aliena, che viene dal centro Europa, più grande, coriacea e prolifica. E’ stata inserita per favorire la caccia e il “divertimento”. Questa specie ha trovato terreno fertile per riprodursi in maniera incontrollata e ingestita. Ora si sta cercando di trovare una forma di controllo, monitoraggio e gestione, in accordo con i cacciatori e regolamentando la caccia, al fine di controllare e ridurre la quantità di cinghiali.
Non si è ancora trovato un equilibrio efficace. I cinghiali stanno creando notevoli problemi a persone, automobilisti, motociclisti e contadini. Li trovi anche alle porte di Roma. Le autorità ricevono molteplici denunce per danni e non sanno cosa fare. E’ difficile trovare un dialogo con gli ambientalisti. Mi piacerebbe sapere come un ambientalista prenderebbe la questione delle tartarughe in Costa Rica.

“Se si vede una cosa da un solo punto di vista, la visione è limitata e si perde il quadro d’insieme. Voi che ne pensate?”

Questo approccio e rapporto con le tartarughe mi fa pensare a una Costa Rica con una coscienza diversa rispetto alla nostra, e forse, questa nazione Carbon Neutral non è un miraggio.

Continua: “Costa Rica Carbon Neutral, influenze USA

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