Abbigliamento per il viaggio: autunno

In Viaggio Wwoof

Modifica del 31/12/2014: questo articolo è stato scritto a novembre. Si intitolava autunno/inverno. Mi ha scritto un ragazzo francese su facebook dicendo che a nord della Francia fa ben più freddo. La mia esperienza finora è stata circoscritta all’Italia, quindi evidentemente ad altre latitudini i miei consigli non vanno presi alla lettera. Inoltre ogni persona ha una sua percezione del calore.
In ogni caso, dopo l’esperienza fatta in Friuli, ci sono stati dei momenti in cui avrei gradito del tepore in più. Quindi cambio il titolo di questo articolo in autunno e basta. Ma è più per mettere le mani avanti, in quanto, dal mio punto di vista, con questi abiti, si possono affrontare anche le prime settimane di freddo.

Segue l’articolo originale

Siamo a novembre inoltrato e in fattoria alle 11:30 di mattina mi metto in t-shirt o_0 . Che anno strano! Assenza di estate, alla faccia del riscaldamento globale e giornate limpide di sole che scalda in questi giorni. Non so ancora se aspettarmi un inverno non freddo o molto freddo…staremo a vedere.
Quando sono sceso per una mesata a Roma a settembre, ho lasciato l’abbigliamento estivo (per cui ho scritto un altro articolo) e ho preso i vestiti per stare più coperto.
Solito consiglio sempre valido è vestirsi a cipolla: portate con voi vari strati, perchè vi permette di gestire meglio ogni situazione.

Ecco cosa mi sono portato

  • L’intimo è sempre lo stesso: 5 paia di mutande e 5 paia di calzini
  • 5 t-shirt (colori a piacimento, mentre d’estate meglio colori chiarissimi)
  • 3 maglie di cotone a maniche lunghe. Io ne ho 3 tipi diversi con progressivo aumento di pesantezza
  • 1 felpa, 1 pile e 1 maglione di lana
  • 1 tuta
  • 2 t-shirt calde da mettere sotto a tutto in caso di freddo

A differenza dell’estate ho scelto di portarmi un pigiama caldo. Fatelo. D’estate potete pure dormire semi-nudi e in caso di sere fresche prendere qualcosa tra ciò che avete, ma in autunno/inverno vi servono sempre un sopra ed un sotto caldi. E’ vero che in questi giorni fa caldo, ma ovviamente la sera e la mattina presto è molto freddo.

Nell’orto, nonostante il caldo, non si suda per nulla. E’ assai difficile che le t-shirt e le maglie a maniche lunghe arrivino a puzzare. E’ più probabile che si sporchino di terra o polvere.
Tra un lavaggio e l’altro (di solito settimanali) cambio al massimo 3 t-shirt e 2 maglie. Quindi, in linea teorica potrei addirittura ridurre il guardaroba, ma c’è un margine di sicurezza che preferisco tenere.

Non dimenticate una giacca a vento o un giubbotto. Io ne ho uno dove si può separare l’imbottitura interna.

Giubbotto con imbottitura separabile

Passiamo al sotto

Tutti pantaloni lunghi: 1 jeans da lavoro (da battaglia, si distrugge e dovrete anche ripararlo con ago e filo!), 1 pantalone lungo alternativo al jeans (usabile anche per una cena fuori, ma volendo anche sul campo per attività meno distruttive), 1 pantalone pesante (tipo di fustagno, caldo) e ovviamente il sotto della tuta di prima.

Un pantalone lo indossate anche 1 settimana e mezza prima di lavarlo.

Ho con me 2 calzamaglie, che al momento non ho ancora usato. Se fa freddo le metto sotto i pantaloni. In questo modo un pantalone che usate per l’autunno si “trasforma” in uno invernale.

Ecco un consiglio come attrezzatura da campo in caso di brutto tempo: 1 paio di stivali/calosce per lavorare nel fango/neve/pioggia e una mantella che copra anche la parte sotto. Oppure quei copri pantaloni anti pioggia tipo da ciclista o motociclista. Una mantella che copre solo il busto è inutile: se vi inzuppate le cosce mentre fuori ci sono meno di 15° durerete poco e avrete un pantalone inutilizzabile perchè fermo ad asciugarsi!

Quindi avrete 3 o 4 scarpe: 1 paio normali e 1 paio di ciabatte (meglio infradito sono piccole e leggere), più 1 paio di scarpe da lavoro per tempo buono e gli stivali/calosce. C’è chi lascia le scarpe da lavoro per tempo buono e usa gli stivali anche col tempo buono (soluzione comoda per il trasporto: un peso non indifferente in meno).

Ci sono alcuni host che preferiscono non fornire le lenzuola e/o gli asciugamani. Io questa roba non la porto. Diventa davvero troppo pesante per viaggiare per una cosa che fino ad esso mi è capitata come problema una volta sola. E’ comprensibile che loro siano restii a fornirne considerato che lavorando sui campi torni a casa con le mani luride e gli asciugamani si possono imbrattare pesantemente, però ritengo sia una cosa su cui si può chiudere un occhio: se un wwoofer è uno scansafatiche avrà le mani pulite e non li sporcherà; se è uno che lavora bene un asciugamano nuovo ogni tanto si ripaga da solo.

Porto comunque un telo da mare in microfibra nell’evenienza: è piccolo, leggero, assorbe bene l’acqua e si asciuga rapidamente.

Strizzate bene tutte le cose nei sacchetti di plastica per ridurre il volume della borsa da viaggio! In questo caso ho portato una valigia con le rotelle. Sapevo che avrei avuto meno spostamenti e l’ho preferita allo zaino. A voi la scelta.

Copertina the gospel and the zodiac bill darlison

In tutto questo, ho spazio a sufficienza per un paio di libri (in questo momento sto leggendo “The Gospel and the Zodiac” di Bill Darlison. Molto interessante), un astuccio, qualche foglio bianco, un blocco note e un quaderno per appunti vari.

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